La salute ci riguarda: 'Ma è davvero necessario smantellare la rete dei piccoli ospedali?'

La Salute Ci Riguarda 2' di lettura Fano 08/02/2013 - E' davvero indispensabile tagliare quegli ulteriori 310 posti letto per acuti che causeranno la trasformazione di quasi tutte le piccole strutture ospedaliere regionali, tra cui anche quelle di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, in strutture per post acuti oppure in servizi territoriali/residenziali e specialistico ambulatoriali?

La domanda - sostiene il Coordinamento La Salute ci riguarda - è legittima dopo aver letto le motivazioni approvate dalla Regione il 3 dicembre scorso: il taglio sarebbe necessario per adeguarsi al parametro di 3,7 posti letto per 1000 abitanti imposti dal decreto di revisione della spesa pubblica (inclusi gli 0,7 per lungodegenze).

Occorre ricordare che a luglio la Regione approvò il taglio di ben 588 posti letto per acuti, di cui 429 da trasformare in posti letto per lungodegenza, portando a 3,03 il parametro regionale dei posti letto per acuti e a 0,87 quello per lungodegenze, per un totale di 3,9.

In quella fase avvisammo che si trattava di una programmazione non convincente perchè da lì a sei mesi l'evidente esubero di posti letto per lungodegenze avrebbe dovuto essere ridotto per adeguarsi allo spending-review, e consigliammo una diversa distribuzione dei posti letto per acuti che non penalizzasse ancor di più la nostra provincia.

Ma le cose a quanto pare stanno andando ancora peggio di quella previsione, perchè la Regione, invece di proteggere i propri posti letto per acuti rimasti, che peraltro rientrano nel limite di legge, e semmai di ridurre l'eccesso di lungodegenze, decide incomprensibilmente di approvare la soppressione di altri 310 posti letto per acuti e la trasformazione di quasi tutti i piccoli ospedali della regione in strutture per sub acuti.

Perchè questa decisione? E, sopratutto, esiste un'alternativa? Noi crediamo di si, e proponiamo che venga realizzato un progetto socio sanitario diverso, condiviso quanto più possibile con gli operatori sanitari, con i cittadini, con i sindacati e con gli amministratori, basato sulla massima integrazione e riqualificazione, attraverso l'innovazione tecnologica, dei servizi ospedalieri esistenti, sulla eliminazione degli sprechi e dei doppioni, e sulla definizione della mission e degli obbiettivi specifici di ogni singolo Ospedale, come è stato già fatto nella vicina Romagna.


da Coordinamento La salute ci riguarda




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2013 alle 10:21 sul giornale del 09 febbraio 2013 - 585 letture

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