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comunicato stampa

Referendum Marotta, Bene Comune: 'Fallimento della politica'

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De Marchi e Benini 'Bene Comune'

Ricorso o non ricorso al Tar, la macchina referendaria su Marotta è partita. Almeno nello sguardo che sta animando il dibattito, sempre più propenso a guardare bianco e nero e non tutte la gradazioni di colore che ci possono stare in mezzo.

Ormai nei forum e negli incontri si è imbarcata una fauna sempre più variegata delle vecchie consorterie politiche locali che vedono nel referendum un’ottima occasione in vista delle prossime elezioni. In secondo luogo il dibattito sta sempre più scadendo in una lotta di campanili alla Ciccio Franco, in cui le questioni amministrative e la serietà del dibattito cedono a slogan un po’ retorici e buoni per essere riciclati ad ogni occasione:Fano terza città delle Marche, Mondolfo che diventerebbe la terza città della provincia, Marotta è dei Marottesi.

Dal nostro punto di vista di fronte a questo referendum non c’è tanto da rallegrarsi: se in molti casi il referendum è uno strumento di democrazia nelle mani del popolo in altre è il simbolo della carenza della politica. In questo caso ci racconta che in tanti anni non si è fatto granché per avviare la necessaria unità amministrativa nella gestione del territorio sulla costa tra i comuni interessati.

Il Comitato Marotta Unita ha indubbiamente le sue ragioni nel denunciare l’assurdità di un territorio unito morfologicamente e amministrativamente diviso e a rilevare i disguidi che questo ha comportato sulla vivibilità della frazione Ma il referendum così strutturato non fa che spostare quel confine, sancendo di fatto una “Marotta divisa un poco più in là”. Il nuovo limite, più che per individuare una reale omogeneità di territorio, pare fissato per accrescere le chances di vittoria, referendum del 1981 alla mano.

Ciò che invece finora è mancato è stato un vasto coordinamento tra i due comuni (tre se si considera anche San Costanzo e il riferimento che Torrette rappresenta per questo comune) nella gestione di tutto quel territorio intermedio che da Metaurilia va fino a Cesano. Sin dalle elezioni del 2004 Bene Comune ha sempre segnalato che la sistematizzazione dei servizi andava anteposta ai discorsi sui confini.

Chiedeva di parlare di politiche sociali coordinate per tutta l’area, e di un fattiva attività urbanistica comune, dell’emergenza educativa sempre più pressante. Si sarebbe dovuto prevenire il depauperamento demografico ed economico, testimoniato dalle tante case in vendita, dal quale né Mondolfo né Fano hanno nulla da guadagnare.

Ci rendiamo conto che una posizione di questo tipo non prende consensi. E che per essere attuata richiederebbe la buona fede di troppi attori. Ma le alternative non sono rosee: referendum o no, ricorso o no esisterà sempre un territorio di frontiera, una periferia divisa rimasta in una terra di nessuno. E proprio dove sarebbe servita una nuova intesa sulla gestione dei servizi locali per evitare che la situazione che si verrebbe a creare vada a svantaggiare vecchie o nuove porzioni della cittadinanza, peserà allora una coda di gretti rancori che non aiuteranno l’avvio di una rete comune per il bene di tutta l’area, dei suoi abitanti e dei suoi turisti.



De Marchi e Benini 'Bene Comune'

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2013 alle 00:34 sul giornale del 04 febbraio 2013 - 649 letture