Con le parole giuste: in tanti all'incontro sulla 'banda della Uno bianca'

incontro banda della Uno bianca 2' di lettura Fano 24/11/2012 - Per il ciclo di incontri "Con le parole giuste", venerdì 23 novembre, alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano, si è tenuta la conferenza su "La banda della uno bianca". Un incontro moderato dal giornalista Piero Corsini, responsabile di Rai Storia, che ha visto la partecipazione dell'ispettore capo Luciano Baglioni, del vice sovrintendente Pietro Costanza e del magistrato Daniele Paci.

Una Sala Verdi gremita di persone, soprattutto ragazzi, ha accolto le toccanti testimonianze dei protagonisti di una delle più tragiche vicende di cronaca nera italiana, quella della "banda della Uno bianca". Un racconto che ha ripercorso fatti drammatici che sconvolsero l'Italia negli anni '90, dalla strage di Capaci a quella di via d'Amelio, ed ha approfondito le dinamiche di alcuni crimini che terrorizzarono l'Emilia Romagna per anni.

Le testimonianze, alternate da video-ricostruzioni, si sono soffermate sul nome attribuito alla "Banda della Uno bianca", un nome derivante dal modello di auto generalmente utilizzata per le azioni criminali: una Fiat Uno di colore bianco, un veicolo allora molto diffuso, quindi, in grado di passare inosservato, difficilmente individuabile dalle forze dell'ordine. Così, quella Uno bianca divenne un vero e proprio simbolo per i giornalisti.

Luciano Baglioni, Pietro Costanza e Daniele Paci hanno ripercorso l'escalation di crimini compiuti dalla banda: dai furti nelle tabaccherie e nei supermercati, alle rapine a benzinai e caselli autostradali, fino all'assalto a portavalori, banche e raid razzisti. Un percorso fatto di sangue e morte, tra Bologna, Forlì, Rimini, Cesena e Riccione, lungo il quale hanno perso la vita molte persone, tra cui anche l'allora direttore della Cassa di Risparmio di Pesaro, Ubaldo Paci, freddato il 24 maggio del 1994 mentre stava aprendo la sua filiale alle otto del mattino.

La parola chiave "ricerca" è emersa con forza durante il dibattito, infatti, la vicenda della "Banda della Uno bianca" è fatta anche di indagini difficili e spesso prive di coordinamento, delitti efferrati ogni volta diversi, differenze caratteriali tra colleghi e ritardi nelle ricerche. Unico elemento in comune, oltre alle armi utilizzate dai killer: la ricerca della verità e la certezza di riuscire a prendere i colpevoli.

Il racconto è terminato nel 1994, anno in cui venne istituito un pool d'investigatori per volontà del magistrato di Rimini, Daniele Paci, e di due poliziotti della Questura di Rimini, Baglioni e Costanza, che portò alla sbalorditiva scoperta dell'insospettabile identità dei colpevoli, quasi tutti poliziotti: i fratelli Savi, Roberto, Fabio e Alberto, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli. Infine, i ragazzi presenti in salai si sono esibiti in un coro gospel.








Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2012 alle 14:48 sul giornale del 26 novembre 2012 - 1542 letture

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