Sparatoria all'ex Foro Boario, condannati due albanesi. Rinviato a giudizio il terzo protagonista

Aula di tribunale 2' di lettura Fano 05/11/2012 - Sparatoria all'ex Foro Boario a Fano. Accusati di detenzione clandestina di arma da guerra e di tentato omicidio premeditato, due albanesi residenti a Senigallia sono stati condannati rispettivamente a 6 anni e 8 mesi e 5 anni e 4 mesi, in base ai diversi ruoli avuti nella vicenda.

Si tratta di Kadeli Klevis, 26enne difeso dagli avvocati Canafoglia e Clementi, e Cumanaj Bledar, 24enne assistito dall'avvocato Brunelli. I due albanesi, condannati in stato di libertà, hanno optato per il giudizio preliminare abbreviato davanti al Gup di Pesaro Lorena Mussoni. Il terzo protagonista della sparatoria, avvenuta il 25 ottobre 2011 ai danni di un pregiudicato siciliano residente da anni nella zona, ha invece scelto il giudizio ordinario.

Pertanto per il 24enne Thumasian Armais, residente a Fano e assistito dall'avvocato Cipriani che preannuncia un appello per dimostrare l’inidoneità dei colpi sparati e quindi far cadere l’accusa da tentato omicidio premeditato in minaccia aggravata con l’uso delle armi, con conseguente consistente riduzione di pena, il processo si svolgerà a febbraio. Nell'attesa il cittadino dell'Uzbekistan è sottoposto agli arresti domiciliari.

Per tutti l'accusa è di aver usato e sparato con un’arma da guerra (mitraglietta cal. 9 mm marca Milkor Bxp) proveniente dai Balcani in un piazzale in pieno centro con l’obiettivo di uccidere un siciliano, al momento in regime di programma di protezione, perché appartenente ad un’organizzazione mafiosa. Dopo averlo attirato di notte in un parcheggio, dove pochi istanti prima vi erano persone che avevano parcheggiato la loro auto, i tre hanno sparato otto colpi contro il siciliano che sarebbe rimasto illeso solo perchè è riuscito a nascondersi dietro alcune auto in sosta.

Alla base del regolamento di conti, secondo l'accusa che si è posta il problema della provenienza dell'arma, che ha una potenza di fuoco micidiale tanto da essere usata negli attacchi terroristici e nella guerra dei Balcani, c'è la lite tra il siciliano e l’uzbeko per una donna, alla quale entrambi sarebbero legati affettivamente.






Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2012 alle 23:59 sul giornale del 06 novembre 2012 - 620 letture

In questo articolo si parla di attualità, giustizia, Sudani Alice Scarpini

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