Le opere di Carlo Cecchi in mostra alla galleria d'arte contemporanea Gasparelli

Carlo Cecchi Galleria d'Arte Gasparelli di Fano 3' di lettura Fano 04/11/2012 - Domenica 4 novembre, alla Galleria d'Arte Contemporanea "Gasparelli" di Fano, si è inaugurata la mostra dell'artista Carlo Cecchi, dal titolo "La civilizzazione. E certo anch'io vorrei tornare a casa".

Carlo Cecchi, artista di origini toscane, lavora tra Jesi e Roma, una città che definisce "bellissima ma stancante" così spesso, nei fine settimana, decide di tornare a Jesi per rilassarsi un po'. Uno spirito eclettico, caratterizzato dalla pendolarità, docente di pittura in diversi istituti d'arte e licei artistici, ha esposto in Italia e all'estero, in Francia, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Si forma prima all'Istituto d'arte e poi all'Accademia di Belle Arti, tra i suoi docenti figurano grandi maestri come Pier Paolo Calzolari, Concetto Pezzati, Alberto Boatto, Renato Bruscaglia, Tommaso Trini. Dice di sé: "Mi moltiplico tra scuola e arte".

Il gallerista, Rodolfo Gasparelli, introduce artista e tema della mostra, ispirata alle immagini della storia dell'arte: la Madonna del parto di Piero della Francesca, la Leggenda della Vera Croce e l'Annunciazione. "Carlo Cecchi attua un lavoro sperimentale, utilizza più carte pressate e incollate in modo da creare un superficie rugosa su cui interviene con pastelli ad olio e inchiostro, senza una continuità narrativa".

"La tecnica assomiglia al frottage, che si basa sul principio dello sfregamento, ma in qualche modo cerco di rovesciarlo. La carta è un materiale provvisorio, precario, e la stratificazione di carte assume un valore simbolico, perché il significato non è più nascosto in profondità, ma viene messo in evidenza, in superficie. L'apparenza, ciò che vediamo, in realtà è determinata da ciò che sta sotto, da ciò che sta dietro" - spiega Cecchi - "Sono opere che si legano alla memoria, alla rievocazione di momenti del passato come giornate di pioggia, visione di affreschi, ombrelli, angeli, cartoline, evito i volti perché tradiscono le emozioni e sicuramente c'è anche un po' di surrealismo. Lavoro molto sul segno, sulla traccia, ma come disse qualcuno: non sai mai ciò che fai, lo esprimi nell'opera".

La mostra alla Galleria "Gasparelli" resterà aperta tutti i giorni, fino a domenica 2 dicembre, con orario: 10-13/17-20. Rodolfo Gasparelli chiude la presentazione citando un brano di Hugo von Hofmannsthal, tratto dal libro "L'Ignoto che appare". Un brano che racchiude alla perfezione lo spirito delle opere di Carlo Cecchi:

"Ci saranno certo alcune persone che saranno assai malcontente di tutti questi pensieri. Diranno che io mescolo cose che non hanno nulla a che fare tra loro […] che tutta questa confusione non porta a nessuna conseguenza e che non c'è niente di più arbitrario e presuntuoso che creare tali associazioni cui manca ogni fondamento reale. A costoro sia risposto con poche parole, che del resto non comprenderanno. Sì, nulla sta veramente insieme. Nulla ci circonda se non il fluttuante, l'insostanziale dai mille nomi, e dietro ad esso stanno gli spaventosi abissi dell'esistenza. Chi ricerca l'immobile e il determinato tornerà sempre a mani vuote. Tutto è in perpetuo movimento, tutto è altrettanto irreale quanto il getto continuo della fontana da cui cadono ininterrottamente miriadi di gocce e ne affluiscono ininterrottamente miriadi di nuove. Con gli occhi che ci evocano l'immagine illusoria della fontana dobbiamo guardare la vita degli uomini".








Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2012 alle 18:15 sul giornale del 05 novembre 2012 - 4598 letture

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