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Outlet di Marotta: i dieci no della Lupus in Fabula

La Lupus in Fabula| 2' di lettura Fano 14/09/2012 - Anche l’associazione La Lupus in Fabula ha presentato le osservazioni alla Variante per la realizzazione del “Mondolfo Outlet Center” che triplica la superficie edificabile di un’area di quasi 17 ettari.

L’insediamento di un Factory Outlet Center -FOC- pone problemi ed opportunità che devono essere adeguatamente valutati con la consapevolezza che detto insediamento avrà effetti sulle attività economiche preesistenti e sulla loro evoluzione futura, in termini sia di viabilità, che di tutela delle risorse naturali, di qualità della vita e di abitudini di consumo. Ma la variante è stata esclusa incredibilmente dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica – VAS – nonostante sia in difformità con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, che sia in contrasto con gli indirizzi del nuovo Piano Strategico Provincia 2020, che sia mancante di valutazioni e analisi fondamentali come quelle sul traffico, sull’inquinamento e sull’impermeabilizzazione del suolo.

La Provincia anche solo seguendo il “principio di precauzione” avrebbe dovuto richiedere la VAS alla variante, invece rinvia i necessari approfondimenti del progetto alla successiva Valutazione di Impatto Ambientale, che probabilmente non si farà mai, e che comunque sarà tardiva perché arriverà dopo la triplicazione delle cubature.
La VAS è un processo sistematico di valutazione delle conseguenze ambientali, ma anche economiche e sociali, della proposta di un piano o programma, ha lo scopo di determinare il grado di trasformabilità del territorio e di indirizzare le scelte di piano verso il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, per questo è indispensabile.
Il NO della Lupus alla variante sono esemplificati in dieci punti:
1. L’area si trova al di fuori della cosiddette “aree centrali” indicate dal PTC per questo tipo di centri commerciali e, diversamente da quanto generalmente avviene per strutture simili, è troppo vicina al centro abitato;
2. l’Outlet produce in genere un’irreversibile disarticolazione della rete di vendita esistente in un vastissimo territorio, minando alla radice ogni possibilità di rivitalizzare l’offerta commerciale esistente, a partire da quella nei centri storici;
3. sotto il profilo urbanistico la destinazione per l’Outlet nasconde un investimento immobiliare importante che potrebbe essere il vero fine della variante. Tale previsione trascinerà nel tempo altre previsioni edificatorie come è accaduto in altri casi in Italia;
4. considerato il grosso investimento finanziario che la realizzazione di un Outlet richiede, non si può escludere la possibilità che attività malavitose, che notoriamente dispongono di grossi capitali, si inseriscano nel processo;
5. ci sarà la cancellazione di 169.000 di suolo agricolo fertile, perdita di sostanza organica, e l’impermeabilizzazione di circa 132.000 mq costituiti da aree coperte, pavimentate o semipavimentate. L’impermeabilizzazione del suolo impedirà in parte la ricarica della falda; il collettamento delle acque bianche e di prima pioggia direttamente in mare potrà comportare invece la contaminazione, anche locale, dei corpi idrici.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2012 alle 20:37 sul giornale del 15 settembre 2012 - 511 letture

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