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Gerboni (PRI): 'Non cadiamo nella trappola dell'accorpamento di Aset'

Aset 4' di lettura Fano 11/09/2012 - Non so quanto siano vere le voci che vede l’Aset Spa e Aset Holding unirsi per poi confluire in una cosiddetta multiutility come Hera, un gigante dei servizi che si è allargata fino a Pesaro e ultimamente ha inglobato i servizi AGEGAS-APS del Veneto.

Acqua, gas, luce un immenso carrozzone che al suo interno non gode di buona salute e che ha caratteristiche non proprio all’altezza delle altre aziende di servizi sia private che pubbliche.

Un dato eclatante rilevato dal Fatto Quotidiano è che gli “stipendi” dei dirigenti e degli amministratori assommano a 19 milioni di euro, contro i 21 milioni per gli investimenti, tutto in un anno: già questo dato ci fa capire come è amministrata Hera, sempre che i dati forniti dai sindacati siano veri e non c’è da dubitare che siano veri, dimostra lallegria dell’amministrazione di Hera, addirittura sempre a detta della Cgil, il rapporto dirigenti lavoratori è del 2% mentre in tutte le industrie che si rispettino è di 0.9 %.

Questi dati danno una idea di come la gestione di Hera sia molto politicizzata, nonostante sia a tutti gli effetti una società per azioni, già una azienda come l’Aset o qualsiasi altra azienda si deve mettere in allarme prima di analizzare una possibile unione, i fanesi e non solo i politici dovrebbero stare attenti quando si fanno fusioni con società la cui dirigenza è lontana, Fano ha un triste primato per la distribuzione del gas con la Liquigas di Torino, che non faceva investimenti, per cui il centro della città negli anni ’70 era una pozzo di gas a cielo aperto, con una puzza che è durata per anni.

Una battaglia del Partito Repubblicano con una delle prime raccolte di firme nella nostra città è riuscita a far denunciare da parte del Comune il contratto con la Liquigas, inadempiente in tutte le parti dello stesso.

Nacque l’Aset con tutto quello che ne conseguì nel corso di questi anni, ora non si sa perché c’è una corsa alle fusioni, c’è un referendum sull’acqua da rispettare che non ho condiviso nei contenuti e nelle forme di applicazione, ci sono dei sospetti che l’Hera non amministri bene l’esito del referendum sull’acqua, però ancora non ci sono prove.
Addirittura il vicesindaco di Bologna difende gli stipendi e i benefit dei dirigenti Hera con la scusa che ci potrebbe essere “selezione avversa” in cui succede che i dirigenti se ne vadano verso altre aziende, una scusa minimale che solo gli allocchi possono credere in tempi di crisi.

Gli amministratori fanesi, sia di maggioranza che di opposizione, devono stare molto attenti alla sirena Hera, prima di tutto bisogna vedere in che condizioni si trova amministrativamente, in che condizioni è il suo debito pregresso, in che modo amministra il servizio nella vicina Pesaro e tanto più bisogna stare attenti sulle offerte che il comune può ricevere, perché non ci si deve solo basare sugli introiti a costo zero che potrebbero arrivare al comune di Fano se poi non ci sono adeguati servizi erogati e investimenti sulle reti, non vorrei che i fanesi si trovassero dopo vari anni come i loro genitori negli anni ’70, a odorare puzze varie che escono dalla rete.

Se ci sarà un conferimento di Aset Spa e Aset Holding con Hera, la stesura del contratto dovrebbe essere attenta e analizzare le condizioni di Hera, prima di tutto gli impianti non dovrebbero essere conferiti, ma la società li dovrebbe gestire e applicare le adeguate manutenzioni.

Un'ultima cosa, chi controllerà questo tipo di contratto, il Comune di Fano che è in maggioranza in Aset?
Chi sceglierà a rappresentarlo?
Sicuramente il nominato dovrebbe esser fuori da qualsiasi gioco politico, altrimenti si ricadrebbe in ricatti difficilmente inquadrabili, la potenza politica dell’Hera ha sicuramente buon gioco nel gestire questo tipo di contratti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2012 alle 09:27 sul giornale del 12 settembre 2012 - 554 letture

In questo articolo si parla di politica, aset

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