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Lupus in Fabula e ForBici: 'Silvestri non legge quello che scriviamo'

Bicicletta 3' di lettura Fano 01/09/2012 - L’assessore Silvestri ha scoperto l’acqua calda. Non c’era bisogno che l’assessore scomodasse i vigili per trovare il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli sarebbe stato sufficiente leggere la nostra lettera aperta indirizzata al Prefetto, del 18 agosto scorso, in cui si citava il suddetto parere e si prospettava la soluzione.

Evidentemente l’assessore non legge quello che scriviamo o forse non gli interessa. Quindi, come si temeva, ha proposto una soluzione tampone per il Corso e qualche altra via, invece di pensare ad una riorganizzazione di tutta la Z.T.L. per favorire pedoni e ciclisti.

Inoltre siamo stupiti anche dalle sue dichiarazioni: “da tempo sosteniamo la volontà di promuovere iniziative volte a sviluppare una rete di percorsi per incentivare una maggiore utilizzo della bicicletta, che porterebbe vantaggi al traffico veicolare, rendendolo più fluido, e al tempo stesso diminuirebbe l’inquinamento atmosferico e sonoro derivante dalle auto”. Ma di che iniziative parla? Si è forse dimenticato di avere la delega alla Mobilità? Non si è accorto di far parte di una Giunta che brilla per l’assenza di una pur minima programmazione sul traffico e sulle infrastrutture, che procede solo per interventi dal respiro corto e che finora ha ignorato le esigenze della mobilità sostenibile?

In merito agli interventi ipotizzati, l’idea di tracciare una riga in mezzo a corso Matteotti per separare la circolazione di pedoni e ciclisti, la potremmo definire come Fantozzi apostrofò la corazzata Potemkin! Oltre all’inutilità della soluzione, dopo le pedane metalliche si aggiungerebbe un ulteriore elemento di abbruttimento del centro storico. Infatti una volta abilitato il doppio senso di marcia, i ciclisti debbono tenere la destra. Volendo proprio esplicitare la regola, si potrebbe integrare la segnaletica verticale con la dicitura "bici a destra".

La riluttanza a qualsiasi cambiamento che migliori la situazione esistente è dimostrata anche dalla contrarietà di mettere a doppio senso alcuni percorsi ciclabili, come Viale Kennedy o Via Palazzi. Non è vero che non ci sarebbe lo spazio per realizzare una pista di 2,50 m, più un cordolo di 50 cm, perché la larghezza della corsia di marcia può variare da 2,75 m a 3,75 m, con un minimo di 3,50 m se la via è percorsa da autobus e autotreni. In qualche punto potrebbe essere necessario sacrificare qualche posto di sosta delle auto, ma è forse questo il problema insormontabile?

Sembra proprio di sì, perché al di là delle dichiarazioni alterne del Sindaco, che un giorno vuole bastonare i ciclisti e quello successivo li difende, ogni ipotesi di cambiamento si scontra con la mentalità ottusa di chi non concepisce contenimenti di spazi ed agibilità per le auto.

Per ribadire invece la centralità del trasporto ciclabile e pedonale, preannunciamo per il 16 settembre una importante iniziativa per chiedere alla Giunta un cambio di rotta, un'accelerata verso un Progetto generale di mobilità, compatibile con la salute e l’ambiente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2012 alle 17:43 sul giornale del 03 settembre 2012 - 487 letture

In questo articolo si parla di bicicletta, politica, Associazioni animaliste a ambientaliste e piace a metauro

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