Crisi dell'industria, economia locale ferma al 2005

Claudio Pagliano 4' di lettura Fano 25/10/2011 -

“Nei primi sei mesi del 2011 il tessuto produttivo della nostra provincia si sta ristrutturando e riorganizzando, dopo un 2010 pessimo: siamo praticamente fermi ai valori del 2005-2006. Impiegheremo anni solo per arrivare ai dati registrati nel secondo semestre del 2008, dopo il quale siamo sprofondati in una crisi profonda”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Claudio Pagliano, presentando la situazione congiunturale a metà anno.



I dati quantitativi fotografano un’attività economica “ancora sotto stress”: nel periodo gennaio-giugno 2011: l’export ha raggiunto quota 937,8 mln. (era 973,8 nello stesso periodo del 2006); le partite attive sono 37.784 (erano 37.827 nel primo semestre 2004 e 39.961 nel primo semestre del 2008), delle quali 5.242 manifatturiere al 30 giugno 2011 (6.069 al 30.06.2007 e 6.295 al 30.06.2008); il tasso di disoccupazione è passato dal 3,3% del 2007 (era a 6,1% in Italia) al 4,7% nel 2010 (8,4% la media Paese), “con la prospettiva di un’ulteriore crescita entro la fine di quest’anno”; il dato delle ore totali di cassa integrazione “è spaventoso”: sono state 457 mila nel 2007, 488 mila nel 2008 e 5,8 milioni nel periodo gennaio-settembre 2011; a settembre 2011 c’erano 1.775 lavoratori in mobilità (sono stati 1.341 in tutto il 2007, raggiungendo il top a quota 4.094 nel 2009).

“Questa situazione congiunturale – ha spiegato oggi Pagliano – si inserisce in una profonda mancanza di liquidità dello Stato: dobbiamo, quindi, ripensare, in chiave nazionale, a tagli più incisivi della spesa pubblica, alle liberalizzazioni, ad una seria riforma fiscale, allo snellimento della burocrazia e nuove infrastrutture: temi che sono ben evidenziati nel manifesto di Confindustria e delle altre associazioni di categoria ‘Per salvare l’Italia’. A livello locale, invece, dobbiamo per forza di cose puntare a progetti mirati di grande qualità, che abbiano un impatto significativo a favore della crescita delle nostre aziende, a cominciare dal secondo casello dell’A14 a Pesaro e dall’Ospedale Unico Marche Nord”. “Quello che sogno – ha aggiunto – è una pubblica amministrazione che sappia valorizzare le imprese. Questo anche alla luce del federalismo fiscale: nessuna impresa intende sottrarsi ai controlli, ma l’auspicio è che questi non siano capziosi o appesantiscano ulteriormente l’attività quotidiana all’interno degli stabilimenti”. “Sono orgoglioso di presiedere la Confindustria provinciale anche in questa situazione di debolezza economica – ha aggiunto il presidente – perché vedo tanti colleghi che non vogliono farsi battere dalla crisi e vogliono continuare a svolgere le loro attività imprenditoriali in questa provincia”.

Pagliano ha spiegato che “è in atto una metamorfosi che tenderà a modificare e poi consolidare un tessuto di medie imprese, più disponibile a lavorare in rete, aggregandosi fra loro su progetti mirati”. Il presidente degli industriali ha sottolineato anche “il ruolo strategico svolto dall’Associazione” attraverso una serie di servizi destinati agli associati, come ad esempio l’attività del Consorzio Energia, la gestione di Fondimpresa e l’apertura a Palazzo Ciacchi di uno sportello di Sace, il gruppo assicurativo finanziario che assicura i crediti all’estero. “Nei prossimi mesi – ha anticipato Pagliano – saremo pronti a dare ai nostri associati anche servizi di assistenza e consulenza in materia doganale”.

A proposito del Consorzio Energia, anche grazie ad una prima estensione alle aziende marchigiane, chiuderà il 2011 con un fatturato di 45 milioni di euro, in crescita del 32,3% rispetto all’anno precedente. “La sua attività – ha sottolineato il presidente degli industriali pesaresi - ha permesso un risparmio diretto alle imprese aderenti stimabile in circa 1,5 milioni, ed uno indiretto, solo a livello locale altrettanto importante perché avendo prezzi medi di energia e gas significativamente bassi ha costretto i concorrenti diretti ad abbassare i loro per restare competitivi”. “Quanto alla formazione – ha aggiunto Pagliano – sottolineo che dal 2008, quindi dall’inizio della crisi, ad oggi, abbiamo realizzato per conto delle nostre imprese attività formative realizzate con i fondi interprofessionali per un importo complessivo fino a giugno di quest’anno pari a 1,2 milioni di euro: soldi che sono serviti a formare volontariamente quasi 1.300 lavoratori”.

Proprio per continuare a testimoniare la vicinanza al sistema delle imprese e il legame con il territorio (“dove ha origine la forza di ogni impresa”, ha detto Pagliano), quest’anno la tradizionale assemblea pubblica è stata sostituita con un ciclo di assemblee locali, riservate alle sole imprese: si parte il 27 ottobre da Sant’Ippolito, quindi il 10 novembre appuntamento a Urbania e il 29 a Pesaro, dove sarà ospite Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2011 alle 20:58 sul giornale del 26 ottobre 2011 - 351 letture

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