Dismissione linea Fano-Urbino, Utp: 'Atto gravissimo'

Antonio Bruno 3' di lettura Fano 22/10/2011 -

Nei giorni scorsi su richiesta del Ministero delle Infrastrutture la Regione Marche nella persona dell'Assessore ai Trasporti Luigi Viventi ha dato parere favorevole alla dismissione della linea Fano-Urbino sospesa dal 1987.



L'atto compiuto dalla Regione Marche è gravissimo ed anche un atto che si rimangia ciò che aveva inserito nell'Accordo di programma del 2009 per migliorare il Trasporto pubblico nella Regione. La scrivente ritiene che questo parere favorevole sia stato anche "spinto" dal Presidente della Provincia di Pesaro Ricci che da quando si è insediato non ha fatto altro che andare contro il Trasporto Pubblico per favorire le piste ciclabili. La cosa ancora più grave del Sig.Ricci è anche quella che vuol fare solo di testa sua senza neanche ascoltare le Associazioni competenti e speciliazzate nel settore. L'opinione pubblica, ancora una volta, deve sapere, che la scrivente ha chiesto un incontro all'inizio del suo mandato ed ancora sta aspettando. Alla fine dello scorso mese di dicembre la Segreteria, dopo numerosi solleciti, rispondeva che il Presidente ci avrebbe ricevuti nel corso del mese di gennaio 2011, ma a momenti sta arrivando gennaio 2012 e non si è fatto più sentire. Un comportamento veramente scandaloso verso le Associazioni che sa solo di presa in giro. Sarà sicuramente una segnalazione negativa allorquando il Sig. Ricci, magari si ripresenterà per una riconferma alla guida della Provincia di Pesaro. Per l'autorizzazione alla dismissione della linea si è già provveduto ad inviare una sonora protesta all'Assessore Viventi perchè la linea potrebbe far parte di un progetto più ampio di collegamenti sia verso Fabriano e Roma collegandola alla Pergola-Fabriano, sia verso l'asse Adriatico.

Inoltre costituirebbe un collegamento rapido per gli studenti che frequentano l'Università di Urbino, ma potrebbe anche costituire un'attrattiva turistica simile alla ferrovia della Val Venosta. UTP si attiverà subito per impedire la dismissione, visto che ancora la linea è di proprietà dello Stato attraverso Rete Ferroviaria Italiana. Il problema dei passaggi a livello è risolvibile con sottopassi o sovrappassi e la velocizzazione del percorso con l'elettrificazione della linea. Una risposta ancora una al Signor Tosi che farnetica sulla ciclabile: per prima cosa vi è da osservare che se anche andasse in porto la dismissione della linea credo che nè il Signor Tosi e nè il Signor Ricci potrebbero in automatico disporre del sedime della ferrovia in quanto la proprieria rimarrebbe comunque e sempre Rete Ferroviaria Italiana che sicuramente ne vorrebbe trarre profitti magari vendendo a lotti sia per iniziative edilizie che di altro genere. La scrivente crede anche che dietro alle sollecitazioni di dismissione vi siano le lobby dell'edilizia. L'articolo di Confesercenti Fano invece può essere accettato, come anche si trova pienamente d'accordo con l'altro articolo del dr. Carlo Bellagamba Presidente di FVM. Il ripristino della ferrovia sicuramente costituirebbe un vantaggio per il Trasporto Pubblico Locale, ma nel contempo coloro che oggi remano contro la ferrovia a favore della pista ciclabile potrebbero essere accontentati anche loro con la realizzazione della ciclabile ai lati della strada ferrata nei due sensi di marcia.

Infine i costi della rimessa in esercizio, secondo i progetti degli esperti della nostra Associazione, ammonterebbero ad un importo variabile fra i 41 ed i 60 milioni di euro che non è un importo stratosferico. Secondo il sottoscritto chi sta spingendo per la pista ciclabile rimarrà a bocca asciutta. Da precisare che la scrivente non è contro le piste ciclabili, ma è contro la pista ciclabile sul sedime ferroviario della Fano-Urbino, perchè la ferrovia è comunque un mezzo ecologico, ma anche di collegamento rapido con i moderni treni che oggi l'industria ferroviaria mette a disposizione.


da Antonio Bruno
Segr. Prov. Associazione Utenti Trasporto Pubblico





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2011 alle 18:08 sul giornale del 24 ottobre 2011 - 932 letture

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