Dismissione linea Fano-Urbino, Ferrovia Val Metauro: 'Sperpero di risorse del territorio e di denaro pubblico'

ferrovia 3' di lettura Fano 20/10/2011 -

Con la delibera di proporre la dismissione della ferrovia metaurense la Regione Marche e la provincia di Pesaro-Urbino si assumono pesanti responsabilità.
 



Togliere al comprensorio della Valle del Metauro e di parte del Montefeltro delle potenzialità economiche che solo una ferrovia ben gestita può offrire (turismo ed attività correlate- vedi Valvenosta che ha consentito introiti dal solo turismo svizzero per 22 milioni di euro nel 2010 . I dati sono ufficiali della Provincia di BZ).

Togliere ai cittadini (soprattutto giovani, meno abbienti, portatori di handicap, anziani) il diritto ad una mobilità ,sancita dalla Costituzione, sicura ed economica (vedi sempre la Valvenosta con 8.500.000 utenti di cui 2.700.000 nel 2010- dati ufficiali SAD) Dissipazione di un investimento di denaro e risorse umane compiuto nel 1913 con la costruzione della Fano-Fermignano; tale capitale ("passivo virtuoso", come l'acquisto di un gioiello od un deposito aureo) viene svilito con il proposito di conversione in pista ciclabile, di costo sì inferiore ma incapace di generare ricchezza e lavoro in confronto alla struttura già esistente (e non utilizzata da capaci gestori) .

Inoltre si deve denunciare l'atteggiamento assunto dalla Provincia nei confronti dell'Associazione e dei suoi esperti i quali pur proponendo studi , ricerche e modelli di gestione sono stati volutamente ignorati e mai convocati dalla Presidenza al fine di un confronto : questo da parte di chi si proclama "democratico" e che non considera quanto richiesto da più di seimila cittadini già dal 2004. Non si è presentato alcun progetto ( tranne la consueta citazione dello studio SVIM, confutato in modo scientifico già nel 2005 dal Prof. Bariletti studioso di trasporti, progettista e consulente della Regione Lazio e della Prov. di Rieti) tranne alcune asserzioni di futuri collegamenti con Roma ed Arezzo dai costi sbrigativamente accennati (che, invece, ammontano a diverse centinaia di milioni) per collegarsi...alle Linee ad Alta Velocita' (!)

Inoltre non è ben chiara tutta questa animosità e dinamicità di fare qualcosa nei confronti di una struttura che non dà fastidio a nessuno ( forse tranne agli speculatori edilizi ed a qualcun'altro) e non è assolutamente chiara la giustificazione alla base del provvedimento in cui si lamenta la mancanza di fondi per ricostruire la ferrovia ( malgrado l'Accordo Stato-Regione del 2009) e poi si prevede un'altra spesa non indifferente per la pista ciclabile (da dove si prelevano e si giustificano i finanziamenti?). In tal modo si penalizzano e si condannano ad un maggiore isolamento territori e realtà già in sofferenza economica e viaria con peggioramento delle condizioni locali ( valgano per tutte gli esempi dell' Università ed del turismo urbinati). Rivolgo la proposta ed un appello al Presidente Spacca per un sereno confronto, magari condotto al Ministero delle Infrastrutture con il Ministro Matteoli al fine di scongiurare la dismissione ed evitare altre sciagure (naturalmente con l'auspicabile e doveroso concorso di chi è stato designato dai cittadini ad amministrare il proprio territorio).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2011 alle 17:14 sul giornale del 21 ottobre 2011 - 854 letture

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