Le strutture sportive pubbliche devono essere gestite da personale qualificato. La segnalazione di un cittadino

piscina fano 2' di lettura Fano 18/10/2011 -

Abito a Fano, sono il padre di una bambina di quattro anni che era affascinata dal nuoto: questa estate, insieme a mia moglie, ho cercato una struttura per farle fare un corso di acquaticità, di introduzione al nuoto.



L’unica struttura disponibile era la piscina scoperta in Sassonia, gestita dalla Associazione Sportiva Fanum Fortunae. Abbiamo pertanto iscritto alla scuola di nuoto la bambina e l’abbiamo portata in piscina l’8 agosto, alle ore 11, per la prima lezione, insieme ad un suo amichetto. L’istruttore che li ha presi in consegna li ha fatti entrare nell’acqua e li ha lasciati dove non toccavano, aggrappati ad una specie di corrimano, a bordo piscina. Poi questo ha cominciato a far nuotare gli altri bambini più grandi, lasciandoli da soli. Dopo qualche minuto i due bambini hanno cominciato ad avere paura e a piangere, anche perchè facevano fatica a sorreggersi, ma l’istruttore non si è curato di loro. Alla fine mia moglie ha dovuto chiedere ad un altro istruttore di tirare fuori dall’acqua nostra figlia e il suo amichetto. Il colmo è che la società sportiva ha avuto anche il coraggio di farci pagare questa pseudo lezione di nuoto…Il risultato è che adesso mia figlia è terrorizzata dall’acqua e non vuole più entrarci.

Premesso che anche io sono stato un istruttore in palestra, con tesserino ufficiale CONI e che ho lavorato per 15 anni anche con i bambini, nel settore delle arti marziali, e che so bene pertanto come ci si deve comportare. Intanto di solito le prime due lezioni sono considerate di prova, (e sono pertanto gratuite), ma in più, quando c’è di mezzo un bambino, occorre seguirlo con particolare attenzione, avendo cura che la lezione sia per lui un gioco e pertanto non risulti eccessivamente faticosa e soprattutto non sia fonte di paura.

Questi principi banali e riconosciuti da tutti non sono stati minimamente rispettati. Visto che tutto ciò che ho riferito è avvenuto in una struttura pubblica, chiedo al Comune di Fano di controllare che le società che gestiscono le sue strutture sportive abbiano istruttori qualificati e dotati di buon senso e che le relative attività vegano gestite in modo soddisfacente.






Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2011 alle 18:22 sul giornale del 19 ottobre 2011 - 936 letture

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