Mondolfo: dopo Diotallevi, D'Anna e Bassotti anche Zenobi lascia il PdL

dany zenobi 4' di lettura 09/10/2011 -

Dany Zenobi è stato consigliere comunale di minoranza a Mondolfo per ben 15 anni a fianco dell’amico Carlo Diotallevi con il quale nel 1995 ha fondato il circolo locale di AN “Gabriele D’Annunzio”. Si è candidato anche nelle ultime elezioni ma non è stato rieletto raggiungendo comunque un ottimo risultato. Fa parte attualmente anche del coordinamento comunale del pdl dal quale con la presente si dimette.



La notizie di Carlo Diotallevi e poi Giancarlo D’Anna che a breve distanza l’uno dall’altro hanno dichiarato conclusa la loro appartenenza all’esperienza del pdl mi ha fatto sicuramente piacere.

Posso dire di aver tratto il dado io stesso, alla vigilia delle ultime elezioni comunali di Mondolfo, delle quali ho approfittato per inviare a tutti i miei concittadini uno scritto in cui anticipavo appunto la mia intenzione, di li a poco, di allontanarmi da questo percorso. Intenzione che è diventata oggi realtà. La mia è stata una decisione maturata in un arco di tempo abbastanza lungo, direi di un paio di anni, e scaturita da una personale e profonda insoddisfazione per come la politica si sta evolvendo, purtroppo su sentieri che definirei del tutto al di fuori di una sana esperienza umana.

Il prevalere dello scontro a tutti i livelli e ad ogni costo uccide la verità e genera ferite sempre più insanabili nel tessuto democratico della nostra civiltà. Non potevo più permettere a me stesso di far parte di una simile catastrofe.

E quando parlo di scontro a tutti i livelli mi riferisco anche alle diatribe interne ad AN prima e al PDL poi, che troppo spesso hanno visto me, Carlo e Giancarlo in contrapposizione ad una dirigenza di partito che di fronte agli ottimi risultati da noi ottenuti non ha saputo fare altro che chiudersi in una specie di sorda invidia o velato timore di suscitare pericolosi concorrenti interni. Per cui possiamo ben dire che per lunghi anni non abbiamo lottato solo contro le sinistre al potere, erodendone anno dopo anno il consenso con grandi sacrifici, ma anche e spesso contro una classe dirigente del nostro partito scossa da profondi personalismi che l’anno resa sempre più inadeguata rispetto all’altezza del compito assegnatole, quello di proporre una valida alternativa al governo della regione e dei comuni guidati dalle sinistre, finendo anzi spesso, attraverso ingerenze, sgambetti e colpi di mano nei nostri confronti, con il fare proprio il gioco dei nostri avversari (Ciò che Carlo ha dovuto subire dal nostro ormai ex partito in occasione della sua ultima candidatura alle comunali di Mondolfo è stato infatti paradossale e ignobile).

Carlo e Giancarlo in particolare, con le loro valide candidature di spicco nelle varie elezioni locali, hanno acquisito un patrimonio di voti di inestimabile valore, costituito in gran parte da un appoggio sincero e convinto di centinaia e migliaia di persone verso la loro persona in particolare, prima che al partito in generale. Non era più il caso ormai di portare questo grande patrimonio politico e sociale nelle mani di dirigenti di partito assolutamente non in grado di valorizzarlo e che per di più non hanno mai perso il vizio in questi anni di tentare la nostra delegittimazione. È certo che i nostri elettori meritano molto ma molto di più dal loro voto.

Se dunque il quadro politico nazionale è esasperante, vi assicuro che quello locale non lo è da meno. Che fare dunque? Personalmente non sono rassegnato alla morte della politica: ma è certo che una grande scossa che smuova profondamente le radici malate della politica italiana sia necessaria ad ogni livello. Milioni di italiani non aspettano altro oggi. E non basta proporre volti nuovi se poi l’agire di questi torna ad essere conforme allo status quo. Occorrono piuttosto nuove coscienze e nuovi spiriti missionari, capaci di parlare l’antica lingua del diritto, dell’impegno e della proposta con spirito di verità. Penso che ad eccezione della “dottrina sociale della chiesa”, nessuna riflessione politica, etica o sociale sia oggi in grado di proporre un corpo di idee e valori conformi con questo spirito, e uomini e donne in grado di tradurlo in opera. Paradossalmente poi, le forze politiche che si dicono più prossime all’esperienza cristiana sono proprio quelle che fanno più fatica ad esserne coerenti. Ma non tarderà a coagularsi un gruppo di uomini di buona volontà per iniziare ciò che davvero deve essere fatto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2011 alle 10:49 sul giornale del 10 ottobre 2011 - 1596 letture

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