'Chernobyl' di Francesco M. Cataluccio chiude la seconda edizione di 'Accenti Diversi'

2' di lettura Fano 05/08/2011 -

Sarà Francesco M. Cataluccio a chiudere la seconda edizione di Accenti Diversi. Lunedì 8 agosto, alle ore 21.15, nella’area “La Terrazza” del Lungomare Sassonia, lo scrittore fiorentino presenterà il suo ultimo libro Chernobyl. La serata sarà presentata dallo scrittore fanese Marco Ferri e animata dalle musiche del chitarrista Alessandro Buccioletti e dalle letture di brani del libro da parte di Marco Florio.



Come nel bel libro Vado a vedere se di là è meglio, pubblicato nel 2010, è ancora la memoria il cuore pulsante dell’opera di Cataluccio; una memoria lacerata e cancellata dalle immani violenze dei totalitarismi del secolo, che può essere recuperata solo alla maniera di Pavel "che avendo perso tutti i parenti e anche il villaggio, prese a praticare una strana magia: di fronte a un oggetto (un candelabro, un libro , una tazza) si copriva ambedue gli occhi con le mani e iniziava “a tirare i fili della memoria” (p.51). Questa è l’operazione compiuta da Cataluccio di fronte al Sarcofago di cemento che copre il reattore 4 di Chernobyl. Il disastro atomico si rivela "l'estremo anello di una lunga catena di evacuazioni e massacri di genti, di luciferini stermini di culture: quasi che quell'angolo di terra ucraina fosse luogo eletto di un progetto per la cancellazione del diritto degli uomini di narrare la propria storia". (prefazione).

Dalla penna di Cataluccio riemerge la storia di Chernobyl, le tracce lasciate nei racconti di Gogol e la grandiosa fioritura del rabbinismo chassidico di cui la città fu una delle più importanti culle. Ma anche la tragica catena di massacri che già prima del disastro ne aveva cancellato la memoria: le stragi naziste e prima ancora l’Holodomor, la morte per fame, inflitta tra quei campi dal progetto staliniano di collettivizzazione forzata attraverso la carestia pianificata che cancellò il mondo contadino ucraino e la cultura ebraica dei villaggi attorno a Chernobyl.
Chernobyl si rivela così emblema della storia dell’Europa centrale: una storia che pare avere la chiave nelle non-radici, nella non-memoria, nello sradicamento forzato.

Francesco M. Cataluccio dopo aver lavorato diversi anni nell’editoria (è stato direttore della Bruno Mondadori e della Bollati Boringhieri) si occupa dei programmi culturali di Frigoriferi milanesi. Esperto dell’Europa Centrale sulla quale ha scritto numerosi saggi nella sua attività di scrittore ha lasciato libri importanti come Immaturità. La malattia del nostro tempo e Vado a vedere se di là è meglio, che ha vinto il premio Dessì per la narrativa.


da Tavolo cultura ed immigrazione
Fano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2011 alle 18:54 sul giornale del 06 agosto 2011 - 488 letture

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