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Fano dei Quartieri su divieto di balneazione: 'L'amministrazione affronta il problema con ritardo'

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fano dei quartieri

Il Sindaco di Fano ha emesso un’ordinanza con la quale, in via cautelativa, si dispone il divieto di balneazione temporaneo in alcuni punti della costa fanese, in pratica in tutti quelli che presentano uno scolmatore, spiaggia Sassonia inclusa.

Sicuramente questi ripetuti divieti di balneazione nuocciono, a dispetto della bandiera blu, agli operatori turistici, all’immagine della Città ed alla sua vocazione turistica, ma ancora di più a quanti, cittadini e/o turisti, hanno deciso di passare delle giornate di riposo al mare che, quando non rovinate dal brutto tempo, se le vedono rovinare da una così preoccupante limitazione. Infatti, benché le zone risultino limitate ed i limiti imposti di sicura garanzia (almeno speriamo), risulta comprensibile l’apprensione di un genitore nel far fare (o addirittura negare) il bagno al proprio figlio nello stesso tratto di mare ove viene posto, anche se a decine di metri di distanza, tale divieto. Le continue ordinanze, specie quelle riguardanti la Sassonia, ed i ripetuti allagamenti di Viale Piceno (l’ultimo quello del 6 giugno u.s.) denotano dunque l’ennesimo grave ritardo con il quale questa amministrazione ha affrontato il problema che ricordiamo essere anche frutto di scelte progettuali discutibili che prevedevano lo scarico delle acque in mare (nella spiaggia libera di Sassonia, all’altezza dell’ex mulino Albani) progetto che, se realizzato, avrebbe arrecato ulteriori danni ed affossato definitivamente l’offerta turistica.

Su tale progetto, oggi giustamente abbandonato, si espresse, in modo contrario, l’ex Prima Circoscrizione ed alla quale va il merito di aver fornito, in alternativa, le indicazioni di recapitare le acque non in mare ma in direzione del fiume Metauro, indicazioni che ci risultano essere state recepite e l’intervento inserito nel piano degli investimenti di Aset Holding con soli 200.000 Euro di costi aggiuntivi. L’allora Prima Circoscrizione seppe dunque (come tutte le altre Circoscrizioni nelle vicende cittadine) dare delle indicazioni rivelatesi oggi corrette e che hanno evitato l’ennesimo scempio e spreco di denaro pubblico (3 milioni di euro) a dimostrazione di quanto sia importante la partecipazione popolare a dispetto della non curanza dimostrata da questa amministrazione che, messi a tacere i primi segnali di apertura dell’Assessore Serfilippi, non ha mai dato seguito ad un progetto valido e serio che potesse prevedere la partecipazione popolare e tanto meno il dare voce ai cittadini.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2011 alle 18:23 sul giornale del 27 luglio 2011 - 480 letture