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Primo Ciarlantini sulla 'Notte Bianca' fanese

notte bianca di fano 3' di lettura Fano 10/07/2011 -

Ai tempi dell'antica Roma, quando l'impero volgeva al termine, verso la sua dissoluzione, c'era quella che si chiamava "l'atmosfera da basso impero", riassunta nel binomio "panes et circenses" (che si può tradurre "mangiare e divertimento per tutti"). Un impero si dissolve quando non ha più riferimenti comuni.. Oggi, qui tra noi, siamo già al basso Impero?



Vorrei diffondere un piccolo contributo di riflessione (o meglio, di proposta di metodo) sulla Notte Bianca
unendomi e insieme separandomi dal coro:

Volutamente in ritardo, rispetto ai tempi di reazione che ormai ci sono propri dinanzi alle notizie, specialmente quelle che ci coinvolgono emozionalmente, vorrei dare il mio contributo circa la notte bianca fanese e quanto è successo. Io abito al Lido di Fano, e devo dire che ho passato quella notte con un notevole senso di angoscia, mentre intorno a me il fiume umano si andava ingrossando alla ricerca di divertimento e di emozioni. Mi risuonava in testa il detto del profeta Sofonia “Guai alla città gaudente!”. E sentivo da vicino, nella mia piccola via, rumori di bottiglie rotte e qualche bestemmia volante da parte di chi non trovava da parcheggiare.

Ecco cosa volevo dire il giorno dopo e vorrei dire oggi dopo quindici giorni. Che sia successo uno stupro durante quella festa è a mio parere un fatto gravissimo, ma purtroppo potrebbe rientrare in una “normalità statistica” di una situazione quale si crea in questi casi. C’è ormai sempre la “frangia impazzita” che non riesce a gestire il messaggio “divertiti più che puoi” restando nella legalità e nel rispetto di sé e degli altri. Il fattaccio è successo a Fano come poteva succedere in altre città e in altre manifestazioni simili. E dire che adesso dobbiamo essere più attenti nel prevenire e controllare, nel bloccare e nel reprimere è certamente una delle cose che dobbiamo fare, ma non fermeremo così la direzione verso cui va il mondo, specialmente quello giovanile. A metà festa vedo rientrare a casa mia figlia, disgustata dai troppi ubriachi che c’erano in giro. E non da quel sabato soltanto. Però non è inveendo contro quelli che sballano che risaniamo la società. La riflessione va fatta dunque a raggio più ampio e vanno prese decisioni che influenzeranno il nostro grado di civiltà. Io ritengo che sia essenziale intensificare di molto le proposte positive e fattive in ogni direzione. Non togliere qualcosa dal panorama del divertimentificio, ma riempire quello che facciamo di contenuti umani, artistici, musicali, culturali, politici.. Fano non sia più soltanto la città del divertimento ad ogni costo, la Las Vegas del Nord delle Marche.

Ci siano proposte di divertimento ma anche di vita, iniziative di solidarietà e di incontro, in cui i giovani possano essere ascoltati nel loro sempre più frequente disagio, ma anche aiutati a fare scelte quotidianamente costruttive. Cominciamo a incontrarci, discutere e proporre iniziative in cui le persone possano vivere dei valori, cose degne di essere vissute, nelle quali giocare la propria vita.. Organizzando un’estate o un singolo incontro, chiediamoci d’ora in poi: quali valori vogliamo trasmettere? Quali sono i nostri intenti e i mezzi che mettiamo in campo? Troppo spesso a livello politico, culturale, religioso, sociale noi operatori abbiamo un certo pudore nel proporre cose di valore, mentre non ce l’ha chi spinge al divertimento ad ogni costo. Solo tentando di arricchirci dentro, ci salveremo da noi stessi!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2011 alle 15:41 sul giornale del 11 luglio 2011 - 2337 letture

In questo articolo si parla di attualità, Primo Ciarlantini

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