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Musica beat, ultima serata

Dario Salvatori 3' di lettura Fano 09/07/2011 -

Il beat in Italia, negli anni ’60, ha segnato il passaggio da un’epoca ad un’altra, realizzando una forma di aggregazione giovanile inedita, straordinaria.



Nel segno della musica si sono unificati i gusti e si sono trasformati costumi e linguaggio. La musica beat ha contribuito in modo determinante alla definizione della figura del giovane come categoria autonoma, innescando un processo di interazione tra percezione musicale e atteggiamento esistenziale, nel segno dell’anticonformismo e della contestazione dei modelli comportamentali consolidati. Intorno a queste vicende e riflessioni si svolgerà al Ristorante Calamara di Fano (Lido, molo di ponente), la sera di lunedì 11 luglio (dalle 21.15), la “Tavola rotonda sulle dinamiche della musica beat”, evento conclusivo della seconda edizione de la lunga estate degli anni ’60, manifestazione organizzata dall’Assessorato al Comune di Fano, curata da Paolo Casisa con la consulenza di Umberto Bultrighini che quest’anno si è soffermata sul fenomeno della musica beat e sulla letteratura del “decennio che ha cambiato il mondo”. Ospite d’onore della serata il critico musicale e noto personaggio mediatico Dario Salvatori, giornalista, conduttore radiofonico e responsabile artistico del patrimonio sonoro della Rai. Insieme a lui “professionisti” della musica a vario titolo, che - quasi tutti – hanno intrapreso la propria carriera in quegli anni. Alessandro Colombini, fondatore dell'etichetta “Numero Uno” insieme a Lucio Battisti. Anche paroliere, Colombini nel 1963 entrò nel neonato Clan Celentano dove rimase due anni occupandosi di produzioni artistiche e promozione, prima di passare alla Ricordi come Direttore Artistico.

Ha prodotto molti tra i più importanti artisti italiani tra cui lo stesso Battisti, la PFM, Fiorella Mannoia, Antonello Venditti ed Eugenio Bennato che lo ha citato nel testo di Rinnegato del 1973 (“A mia discolpa cito Sandro Colombini, / che ha trafficato spesso con gli americani: / è lui che mi consiglia rock a tutto spiano, / però lo dice sempre con un mitra in mano!”). Sergio Magri oggi è un dirigente del Parlamento Europeo in pensione, in quegli anni era leader del complesso I Delfini (dal ’63 al ’68) e autore di molti pezzi della band tra cui Tu te ne vai vincitrice a Bandiera Gialla nel ’66. Gene Guglielmi, cantante di protesta nato in provincia di Alessandria, nel ‘66 diventò famoso per la sua canzone I capelli lunghi che divenne in breve tempo una delle canzoni simbolo di quel tempo. Claudio Scarpa, critico musicale, fondatore negli anni Ottanta della prestigiosa rivista “Anni '60” e attuale ideatore e direttore della rivista “Generazione Beat”. Umberto Bultrighini docente di Etnomusicologia e linguaggi della musica contemporanea all'Università di Chieti-Pescara, leader dello storico gruppo de I Tubi Lungimiranti che fondò nel 1964 (insieme, tra gli altri, al fotografo Paolo Del Bianco e ad Adriano Pedini, direttore artistico di Fano Jazz). La band riscosse un notevole successo ed ottenne un contratto con la CDI con cui pubblicarono anche Abbiamo paura dei topi, del quale per errore fu inciso il provino: il suono, molto meno pulito degli standard dell'epoca, si avvicinava alla psichedelia d'oltreoceano, diventando un riferimento culturale importante per le garage band underground e neopsichedeliche. Completa la tavola rotonda il musicista e giornalista fanese Francesco Battisti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2011 alle 18:56 sul giornale del 11 luglio 2011 - 578 letture

In questo articolo si parla di musica, fano, spettacoli, comune di fano, beat

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