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Marotti: 'PD, prima il programma poi le alleanze e le primarie di partito'

Partito Democratico 3' di lettura Fano 09/07/2011 -

E' come guardare un vecchio film: dal PD fanese tante polemiche ma nessuna traccia di dibattito pubblico né sul programma per tornare a governare la città, né sulle alleanze e tanto meno sul metodo per scegliere i candidati.



In ordine sparso leggo le solite discussioni di Stefanelli e Carnaroli contro la provincia e ascolto, non senza un certo stupore, pochi punti di vista personali come ad esempio quello del consigliere comunale e assessore provinciale Minardi in una lunga intervista rilasciata a Radiofano il 5 luglio scorso. Con tutto il rispetto per un così autorevole esponente del mio partito mi è difficile comprendere come si possa sostenere che la città viene governata malissimo e nello stesso tempo auspicare un’alleanza con la lista civica La Tua Fano che la governa da sette anni. E come si possa credere che quest'ultima sosterrebbe un programma - che ancora non c'e' - che dia ai cittadini proprio quelle risposte che Auguzzi e La tua Fano non avrebbero saputo dare. Roba che si offendono anche. Ma i “fidanzamenti” improbabili non finiscono qui: l'assessore, che non si sente di escludere (forse scherzando) neppure un'alleanza con il Pdl, quando si rivolge a Bene Comune, che ha coordinato infaticabilmente la campagna referendaria per l’acqua pubblica, non spiega (tanto il programma viene dopo) se il PD fanese ritiene che ASET dovrebbe restare interamente pubblica o se invece dovrebbe entrare in Marche Multiservizi. Infine per scegliere il candidato sindaco preferirebbe un accordo tra i partiti - quello che oggi viene chiamato "sintesi" o scelta unitaria - ma se proprio si arrivasse alle primarie meglio quelle di coalizione, cioè quelle in cui il PD dovrebbe metterebbe in gioco un solo candidato scelto senza consultare gli elettori.

Molto sommessamente, non potendolo fare nelle sedi opportune forse già chiuse per ferie, mi domando: quanta democrazia resta in un partito che rinuncerebbe a un’occasione di partecipazione democratica come le primarie di partito, che immagina alleanze utili sul piano dell'aritmetica ma - almeno in assenza di un programma - del tutto improbabili sul piano della logica, che non parla dei suoi alleati naturali, che dimostra di non aver compreso la lezione ricevuta dalle amministrative e dai referendum evitando il confronto con la base e con chi, come me, potrebbe pensarla in modo del tutto diverso? Sono convinta che per la maggior parte dei nostri elettori il programma viene prima, molto prima delle alleanze, e non basterà certo un mese per definirlo. Sono altrettanto convinta che molti di noi vorrebbero che il PD attivasse subito percorsi decisionali allargati alla società civile, ai movimenti e alle energie sociali e culturali che in questi mesi si sono messe in gioco, indicando una direzione di marcia chiara e sopratutto coerente.

E che moltissimi di noi pensano che la forza di una coalizione alternativa al centro destra non è nella scelta pregiudiziale delle alleanze ma nella credibilità di un progetto condiviso,capace di liberare le energie migliori della città e che restituisca alla gente il diritto di decidere. Il mio consiglio a Carnaroli e a Stefanelli è che la smettano di perdere tempo prezioso in polemiche e a Minardi di cominciare a discutere le sue proposte in pubblico, organizzando assemblee a cadenza regolare, per provare a scoprire che ne pensa la gente delle alleanze e dei candidati sindaci scelti dai partiti e, soprattutto, quanto è grande e inarrestabile la domanda di rinnovamento e di partecipazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2011 alle 17:01 sul giornale del 11 luglio 2011 - 2015 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, partito democratico, pd, Fernanda Marotti

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