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Consulta della cultura: 'Ripensare la notte, dallo sballo al divertimento'

Notte Bianca fano 3' di lettura Fano 02/07/2011 -

Sabato scorso abbiamo veduto l’orologio della nostra città fermarsi improvvisamente. La gravità di quanto avvenuto non può più lasciarci indifferenti rispetto alla disgiunzione tra svago e sfera educativa che ha caratterizzato le ultime feste della nostra città.



Il nostro primo pensiero va alla ragazza e alla famiglia della ragazza. Il nostro auspicio è che loro trovino insieme la forza di superare questo trauma. E che nello stesso tempo la nostra città sappia stringersi loro intorno – come sta facendo – non solo nell’emozione del momento ma anche nei tempi futuri. Questo lo può fare innanzitutto riflettendo su se stessa. Non si sarebbe dovuti arrivare a tanto per farlo. Il bollettino emesso dal prefetto parla di una situazione limite già prevista, a prescindere dall’accaduto. Una notte bianca ha oggi costi sociali altissimi che nessun guadagno economico può giustificare. Ma in realtà ha anche costi economici molto alti che stridono terribilmente con la grave situazione di crisi di settori come la cultura e il sociale. Il modello delle feste cittadine va immediatamente ripensato a partire dalla prossima Fano dei Cesari. Le “Notti” non vanno abolite, ma vanno sottoposte a degli argini che possano fare della notte un luogo di divertimento e di scoperta della città. Innanzitutto tematizzando la “Notte” attraverso un nome e un programma chiaro degli eventi. Sono gli eventi artistici, culturali , sportivi che danno valore alla “Notte”.

Quel cartellone con un viso al centro e nulla più che faceva da reclame, era la rappresentazione grafica di un contenitore vuoto, in cui gli eventi erano irrilevanti, mentre si dava, come unico filo conduttore, una licenza incondizionata allo sballo che aveva, come unico freno solo la responsabilità personale dei singoli partecipanti. In secondo luogo non va favorita la generazione di zone franche: allestire in tutta la città (e non solo nel centro) una programmazione intergenerazionale è una garanzia contro gli eccessi. Riteniamo infine necessario che la politica assuma un’impronta educativa tout court facendo sì che in questo momento particolarmente difficile essa trovi altrove, senza far gravare i costi organizzativi sul suo bilancio, le risorse da impiegare, dato che quelle stesse risorse impiegate in altri settori che attraversano un momento di grande sofferenza (in primis sociale, servizi educativi e cultura), produrrebbero effetti ben più durevoli e benefici per la collettività. Dal canto nostro possiamo sottolineare come il ricco tessuto associazionistico della nostra città è di per sé un argine naturale. Una notte bianca è l’occasione per “mettere in vetrina” la nostra città attraverso i soggetti culturalmente più attivi (i gruppi giovanili, le scuole di musica, le associazioni teatrali, i cori, le orchestre, le associazioni che si occupano di arte, le associazioni sportive, i circoli culturali, le associazioni che si occupano dei bambini), coinvolgendoli nella sua organizzazione. Per questo chiediamo la costituzione di un comitato che mettendo insieme le associazioni culturali, le realtà giovanili, le realtà sportive, la scuola e il volontariato sociale possa essere coinvolto dalle istituzioni in un concreto ruolo di promozione e di monitoraggio delle future “Notti” della nostra città.


da Consulta delle associazioni culturali di Fano




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2011 alle 17:49 sul giornale del 04 luglio 2011 - 1381 letture

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