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D'Anna: 'L'ospedale unico affossa gli ospedali dell'entroterra'

giancarlo d'anna 4' di lettura Fano 18/05/2011 -

A scelte chiare e documentate sul percorso deciso dalla Regione Marche,troppo spesso si sono contrapposte consapevolmente o inconsapevolmente delle non verità alimentate dalla disinformazione. Tre sono i contesti principali legati tra di loro a doppio filo che riguardano il futuro della sanità della provincia di Pesaro Urbino.



L'Ospedale Unico, gli ospedali dell'entroterra e l'area vasta. Prima cosa, l'area vasta senza personalità giuridica, come vuole la Regione,comporta di per se l'esclusione dei rappresentanti del territorio nelle scelte e delega, in bianco la Regione a scegliere il futuro della sanità. Prova ne sono le determine dei dirigenti e le delibere di giunta con le quali si è deciso di affossare gli ospedali dell'entroterra per trasformarli in lungodegenze e riabilitazione. Poi l'Ospedale Unico o Unico Ospedale provinciale, come ha di recente affermato l'Assessore Mezzolani. Quell'Ospedale dal quale dipende il futuro delle altre strutture. C'è da ricordare che con l'approvazione della legge che creava l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord (l'unico dell'opposizione a votare contro è stato il sottoscritto) si è in pratica “potenziata, integrando l'ospedale di Fano, l'Azienda preesistente il San Salvatore di Pesaro”gli operatori di Fano lo stanno sperimentando sulla propria pelle. Un'Azienda, da mondo è mondo deve fare utili, pena il fallimento, ed è per questo che in prospettiva l'Ospedale Unico lo sarà in tutti sensi. Si eliminerà la concorrenza degli ospedali minori per concentrare su Pesaro tutti i servizi più remunerativi. Quello che accadde all'ospedale Mondolfo quando si “unificò” con Fano cioè la chiusura come ospedale, oggi la storia si ripete ma riguarderà il resto degli ospedali.

Quindi è stato ingannato chi da una parte è favorevole all'Ospedale Unico e dall'altra pretende di salvaguardare gli ospedali dell'entroterra. Il progetto della Regione Marche è chiaro. In prospettiva si punta ad avere un ospedale per provincia concentrando le famose “eccellenze” ad Ancona. E' scritto nel Piano Socio Sanitario, se si ha la pazienza di leggerlo prima di esprimere giudizi. A pagina 188 del Piano si legge: “Il piano delle azioni riguarda: la riorganizzazione della rete ospedaliera con il potenziamento del centro di riferimento regionale e la concentrazione dell'alta specialità presso l'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona; contestuale realizzazione a nord della regione (integrazione Pesaro-Fano) e a sud(Ascoli San Benedetto) di due nodi provinciali per la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo di area vasta”.

Nella stessa pagina si specifica che ad Ancona spetta: la ricerca, la medicina molecolare,la medicina predittiva e relativi investimenti e molto altro. Pur non essendo ancora stato votato in Consiglio, il Piano Socio Sanitario è stato già in parte messo in atto attraverso delibere e determine che si rifanno, appunto, alle disposizioni del Piano stesso. E' dunque una sceneggiata quella messa in atto da Mezzolani con il fermo della determina 240. Quella determina per la quale l'assessore accusa il dirigente, è la logica conseguenza della delibera 17 del gennaio scorso, voluta, proposta e votata dallo stesso Mezzolani. Un “trucco” dunque come quello che ha consentito, con una delibera da fare invidia alla “finanza creativa”per “sanare” 108 milioni di euro di deficit della sanità delle Marche del 2006 per poi vantarsi di avere i conti a posto. Oltre a denunziare quella “trappola”sul “falso risanamento dei conti” ho presentato, nelle scorse settimane, una serie di emendamenti al Piano Socio Sanitario mirati alla riqualificazione e al potenziamento tecnologico degli ospedali di Fano, Pesaro e Urbino, la salvaguardia delle strutture dell’entroterra e all’adeguamento dei pronto soccorso alle esigenze del territorio e una mozione con la quale si chiede di ridiscutere, coinvolgendo il territorio in modo serio e reale, nelle scelte che riguardano il futuro.

Nel frattempo la regione ha autorizzato l'alienazione di una montagna di proprietà della Zona 2 di Urbino per diversi milioni di euro. Soldi che finiranno nel calderone unico della Sanità regionale presumibilmente utilizzati per le eccellenze di Ancona. Non c'è danno senza beffe. Noi non ci stiamo e continueremo a denunciare gli inganni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-05-2011 alle 17:31 sul giornale del 19 maggio 2011 - 500 letture

In questo articolo si parla di ospedale, politica, Popolo delle Libertà, Giancarlo d'anna

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