Mondavio: il ponte sul Cesano solo nel 2012 e Pesaro chiede lo stato di emergenza

Tavolo tecnico delle Procince e dei comuni sulla situazione del ponte cesano 4' di lettura 10/02/2011 -

Il ponte sul Cesano solo nel 2012, Pesaro chiede lo stato di emergenza e Corinaldo pensa ad una alternativa. E' quanto emerso dal vertice fra le Province di Pesaro e Ancona e fra i comuni di Mondavio e Corinaldo, riunito ieri pomeriggio a Mondavio. Un tavolo di discussione fra amministratori e tecnici predisposto per far luce sulla situazione del ponte sul fiume Cesano, crollato 10 giorni fa.



All'incontro erano presenti il presidente della Provincia di Pesaro Urbino, Matteo Ricci, la presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande, il vice sindaco di Mondavio Angelo Frattini e il sindaco di Corinaldo Livio Scattolini, insieme ad assessori e tecnici.

Si sta delineando una grande sintonia fra la Provincia di Pesaro e quella di Ancona -ha sottolineato il presidente pesarese Ricci-, siamo uniti per raggiungere un interesse comune. Adesso dobbiamo verificare cosa sia veramente salvabile della struttura, dobbiamo reperire le risorse ed aprire un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati. Una situazione che ci spinge a chiedere agli enti sovraordinati lo stato di emergenza.” “Stavamo facendo delle verifiche al ponte da tempo e mai avremmo pensato ad un crollo -ha commentato la presidente della provincia di Ancona, Patrizia Casagrande-. Per le due Province e per i comuni di Mondavio e Corinaldo si tratta di una prova di responsabilità. Quest'evento ha ridisegnato l'ordine delle priorità di entrambe le Province, un nuovo ponte è il nostro obiettivo. Stiamo facendo i primi passi importanti. Al momento risorse per far fronte immediato a questa situazione non ce ne sono, tuttavia la ricerca di finanziamenti e la disponibilità della Regione ci fanno guardare positivamente al futuro.

I dati tecnici dei prossimi interventi sono stati affidati all'ingegner Paolo Mannarini, della Provincia di Ancona il quale senza mezzi termini parla di date e cifre. “Dopo i sopralluoghi è chiaro come il recupero del ponte non sia fattibile, sia per i tempi che per i costi che comporterebbe -ha spiegato-. La soluzione è un nuovo ponte realizzabile in sei mesi dall'inizio dei lavori. Il costo può variare dai 2 ai 3 milioni di euro.” Dunque un ponte entro la fine dell'anno? Niente affatto. “Ci vorranno almeno due mesi per elaborare il bando di concorso e altri sei mesi per la valutazione delle offerte e le pratiche amministrative burocratiche -ha continuato-. Quanto tempo ci vorrà? Almeno 15 mesi.

Dunque il nuovo ponte arriverà solo nel 2012. “La ricostruzione del ponte è indispensabile -ha continuato la Casagrande- apriremo un canale anche con la Regione e con l'assessore Viventi. Stiamo pensando già ad una viabilità alternativa ma l'obiettivo è la ricostruzione del ponte in breve tempo.” La vera alternativa arriva però dalla sponda corinaldese ed è il sindaco Scatolini ha presentarla. “Un evento straordinario, che ci fa capire quanto sia importante questa infrastruttura -ha sottolineato-. Quest'oggi devo farmi portavoce della Consorzio estrattivo che insiste sul territorio di Corinaldo il quale non può attendere i tempi, seppur ridotti, per un nuovo ponte. Stanno vagliando una nuova ipotesi di soluzione parallela o per lo meno temporanea, un attraversamento alternativo pensato per i camion della cava. Se poi la struttura sia solo ad uso del Consorzio o altro sarà oggetto di discussione con le Province nei prossimi mesi."

"Efficienza e sicurezza, sono i due requisiti su cui abbiamo sempre puntato per quanto riguarda la viabilità comunale e provinciale sul nostro territorio -ha concluso l'assessore corinaldese ai Lavori Pubblici, Cesare Morganti-. Purtroppo il crollo del ponte lungo la strada provinciale 17 è la dimostrazione di una disfunzione, prevedibile o meno, non sta a noi deciderlo. Abbiamo assistito ad un buon inizio, un rapporto di dialogo fra più enti che fa ben sperare. E' importante rendere partecipi tutti i soggetti coinvolti. La cosa che ci preme ora è sapere e conoscere le reali cause del crollo."








Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2011 alle 23:53 sul giornale del 11 febbraio 2011 - 1123 letture

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