I veri protagonisti del Carnevale: i carri allegorici, alla scoperta del lavoro dei maestri carristi fanesi

7' di lettura Fano 31/01/2011 -

Sono la passione e l’amore per la propria città a spingere i maestri carristi fanesi a dedicare intere nottate nella realizzazione dei protagonisti assoluti del Carnevale di Fano: i carri allegorici.



Per l’edizione 2011 il presidente della Carnevalesca Luciano Cecchini ha voluto 4 carri completamente nuovi che sfileranno lungo viale Gramsci nelle 3 domeniche dei corsi mascherati (20 e 27 febbraio, 6 marzo): “Made in Italy” di Paolo Furlani, “Profezia Maya” di Ruben Mariotti e Matteo Angherà, “Tecnologie Carnevalesche” di Daniele Mancini Palamoni e “Sveglia è ora del Carnevale” di Giorgio Bargnesi.

“Made in Italy” è l’unico carro di critica sociale come lo definisce l’ideatore, Paolo Furlani che spiega: “L’ispirazione mi è venuta una sera guardando un programma dedicato alle quote latte”. Nel carro di Furlani c’è un richiamo allo scandalo delle mozzarelle che dopo qualche ora dall’apertura della confezione diventavano blu o rosa ed una condanna al falso Made in Italy: “Per questo ho inserito anche il parmigiano, perché ho scoperto che in realtà ci sono casi in cui viene spacciato per italiano ma in realtà è importato dalla Cina”. A salire sul carro saranno circa 30 studenti che su indicazione di Furlani, indosseranno salopette bianche come gli operatori dei lattifici e insceneranno una coreografia alla quale stanno già lavorando: “Il carro- conclude Furlani- non sarebbe lo stesso senza le persone che lo animano”.

“Profezia Maya” come suggerisce il nome ironizza sulla imminente fine del mondo annunciata proprio dalla famosa profezia Maya. Alto 15 metri e largo 9 sfoggia un enorme mondo di 4 metri di diametro a due facce: da una parte fa la linguaccia prendendo in giro i partecipanti al Carnevale e dall’altra mostra un immagine del mondo visto dallo spazio. “Giochiamo in particolare sui colori- spiega Ruben Mariotti- ci sono 2 ragazze che si occupano esclusivamente della colorazione, a differenza di ciò che accadeva un tempo quando i maestri carristi fanesi erano gelosi del proprio mestiere e non permettevano agli allievi di colorare. Io invece ritengo che sia di fondamentale importanza trasmettere le nostre conoscenze e la nostra manualità alle giovani generazioni perché in questo modo la nostra tradizione non morirà mai”.

Infine i due carri dell’associazione Fantagruel che non produce soltanto carri allegorici ma organizza anche corsi di cartapesta per adulti e bambini, presieduta da Giovanni Sorcinelli che afferma: “Il Carnevale deve essere trasgressione, critica sociale, satira quindi via libera a tutto ciò che fa uscire le persone dalla monotonia della vita quotidiana. La notizia curiosa- continua Sorcinelli- è che durante i nostri corsi estivi abbiamo scoperto due bambini particolarmente appassionati all’arte della lavorazione della cartapesta: Piero Piccillo e Francesco Longhini di 12 anni i quali hanno addirittura presentato i propri bozzetti alla Carnevalesca per tentare di realizzare un carro”.

I due lavori dell’associazione Fantagruel sono molto diversi tra loro, potremmo dire agli antipodi, infatti se “Sveglia è ora del Carnevale” è riconducibile alla tradizione carnevalesca italiana, “Tecnologie Carnevalesche” è un carro sperimentale, innovativo, che immagina un mondo governato da simpatici robot.

“Sveglia è ora del Carnevale- spiega Luca Vassilich che ha sviluppato il progetto ideato da Giorgio Bargnesi- cade a pennello con l’istituzione del brand ‘Fano città del Carnevale’ avvenuta in questi giorni, infatti trae ispirazione da ognuno degli elementi tipici dei Carnevali più importanti d’Italia. Ad esempio il Carnevale di Viareggio è ricordato attraverso la riproduzione di un pupo presente in un carro di Arnaldo Galli, mentre la città di Fano è presente tramite le vele riconducibili alla tradizione marinara fanese che voleva che ogni famiglia avesse la sua vela”. Curioso sapere che durante l’ultimo giro che farà, quello dopo il tramonto, il carro sarà illuminato da ben 30 fari.

In pochi forse sanno che la simpatica “robottina” del carro di Daniele Mancini Palamoni, dal titolo “Tecnologie Carnevalesche”, si chiama Nina, un omaggio alla figlia di Palamoni nata appena 2 mesi fa. “Per produrre il carro- dichiara Palamoni che è fatto di cartapesta e polistirolo servono ben 200 chili di carta di giornale ed io la raccolgo durante tutto l’anno, mentre per la preparazione servono 3 mesi ma- scherza il carrista- solo perché siamo molto efficienti altrimenti servirebbe più tempo e ogni elemento del carro compie circa 14 movimenti. Secondo me ormai siamo invasi dalle tecnologie e per questo ho deciso di rappresentare il Carnevale attraverso dei robot mascherati. Una idea per nulla banale quella di Palamoni che ha prodotto il suo primo carro insieme a Mariotti nel 2009 e da 10 anni lavora alla realizzazione dei carri allegorici.

“Ma non di soli carri vive il Carnevale di Fano”, un altro tassello fondamentale sono le mascherate: il professore Pierluigi Piccinetti, autore della maschera simbolo del Carnevale di Fano da anni contribuisce all’invenzione e alla costruzione di carri allegorici e mascherate dedicando una particolare attenzione allo studio della gommapiuma e quest’anno proporrà una grandiosa mascherata ispirata alla favola di Esopo: “La cicala e la formica”. C’è la formica cuoco, quella falegname, quella artista, quella casalinga e poi c’è la cicala che suona il violino, una cicala artista un po’ pazzerella, con i fiori tra i capelli. Piccinetti insiste sulla caratterizzazione dei personaggi che sembrano animarsi di vita propria, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità. Il maestro sta ultimando l’opera in questi giorni con il prezioso aiuto dei volontari delle associazioni “Rosciano Insieme” e “Gommapiuma per caso” a Rosciano negli ex capannoni Schnell, messi gratuitamente a disposizione dall’azienda.
Alla mascherata formata da 80 pezzi e cinque carri piccoli lavorano oltre 20 persone al giorno alternate tra loro ed impegnerà nelle 3 domeniche del Carnevale in cui sfilerà oltre 51 adulti e 30 bambini.

La mascherata dell’associazione “Non solo donna” di Gimarra invece prende spunto dalla passione degli associati per il burraco e vedrà sfilare delle carte da burraco umane che misurano 50x70.

Ultima ma non per importanza la mascherata dell’associazione “Laboratorio Geniale” che proprio quest’anno festeggia 25 anni di attività dal titolo “Giù le mani dal Made in Italy” che affronta il problema dei prodotti italiani falsificati in Cina. “Due grosse mani- racconta Sauro Berluti, presidente dell’associazione- apriranno la sfilata, a seguire tutti i prodotti che ci distinguono all’estero sovrastati da volti di cinesi. La mascherata è composta da 12 pezzi ed è alta 2 metri e mezzo”.

Una importante informazione di carattere pratico quella data dal presidente della Carnevalesca, Luciano Cecchini che annuncia: “Sarà possibile effettuare la prenotazione dei palchi (box per un massimo di 15 persone) per le tre domeniche dei corsi mascherati a partire da giovedì 10 febbraio 2011 nella sede dell'Agenzia Viaggi Metauro in Via Arco d'Augusto, 51 (te. 0721.800.898). Il costo del palco per la prima domenica (20 febbraio) è di 195 euro mentre per le altre 2 domeniche (27 febbraio e 6 marzo) è di 225 euro. Le tribune semplici saranno invece vendute al costo di 13 euro per la prima domenica e di 15 euro per le due successive, esclusivamente la domenica mattina lungo il percorso. Le rimanenze saranno messe in vendita lungo Viale Gramsci, nella direzione della Carnevalesca nelle 3 domeniche del Carnevale dalle ore 10.30 in poi”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2011 alle 00:15 sul giornale del 31 gennaio 2011 - 3926 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, Ente Carnevalesca

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