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Anpi: 'L'ignoranza è l'origine di tutti i mali'

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ANPI

L'ignoranza, secondo Socrate, è l'origine di tutti i mali. Ma soprattutto l'ignorante è pericoloso perché, essendo incapace di interrogarsi su quello che la vita gli presenta ogni giorno, diffonde odio, che genera malessere nella società in cui vive. In genere il linguaggio usato da coloro che lo sono, ovviamente presumendo di non esserlo, è roboante e categorico. Per quelle persone non esistono distinzioni, sfumature, complessità: tutto è semplificato, ridotto ai minimi termini, considerato nell'apparenza e giudicato secondo luoghi comuni. Il dito al posto della luna.

Con simili paradigmi non si va molto lontano. La brutalità del linguaggio, infatti, genera più facilmente pregiudizio e odio presso il destinatario dei messaggi. Il danno che ne deriva interessa soprattutto la convivenza civile, che è rispetto per l'altro, per le sue concezioni della vita, per il suo diritto di essere com'è: io non condivido nulla delle tue idee, ma mi batterò fino alla morte perché tu le possa esprimere. Ci riferiamo, è chiaro, all'azione di volantinaggio promossa dal Circolo Einaudi a Fano, Teatro della Fortuna, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria. Forse coloro che usurpano quel nome non sanno nulla della grande capacità di Einaudi di essere liberale, cioè libero nell'animo, dal pregiudizio, dall'incultura, dall'odio. Luigi Einaudi fu, ed è ancora, un economista molto amato e studiato anche a sinistra. Perché sapeva discernere il grano dal loglio e, per ciò stesso, era in grado di dialogare e collaborare anche con uomini e donne molto diversi da lui.

Ed era in conseguenza capace di trovare terreni comuni per agire proficuamente in campo politico. Per cui, ad esempio e con cognizione di causa, possiamo dire che il risorgere dell'Italia da tutte le rovine della guerra fu opera sua ma anche di Peppino Di Vittorio. Perché Einaudi si mosse sempre con spirito unitario sia nell'Assemblea Costituente, che nel suo settennato di presidenza, nei suoi scritti e nella vita quotidiana. E' pesante la sua eredità e molta parte del liberalismo italiano, come già nel biennio 1921-22, sembra propendere per scorciatoie autoritarie e sbrigative come mezzo per il superamento della presente crisi.

E sinceramente è assai arduo credere che avrebbe condiviso con coloro i quali si arrogano oggi il diritto di rappresentarlo semplificazioni rozze e brutali quali partigiani = comunisti, comunisti = assassini e via di seguito. Né che avrebbe gradito sul piano puramente linguistico l'uso di termini violenti quali "abbattere". Avrebbe sicuramente preferito "dibattere". Ma siccome questa è l'opinione di una parte dei cittadini fanesi, sebbene presumibilmente minima, noi, pur con tutti i suoi vizi d'ignoranza, la rispettiamo. Avvertendoli però che la Resistenza, sebbene comunista nella sua maggioranza, fu significativamente segnata tanto nella lotta armata e quanto in quella politica, da altri orientamenti, anche liberali e i cattolici. Soprattutto a Fano. In cui si distinsero giovani di assoluta purezza morale e politica quali Deli, Volpini e Tonelli.



ANPI

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2011 alle 15:34 sul giornale del 29 gennaio 2011 - 2273 letture