Il commercio equo solidale sulla vicenda Carnevale di Fano-Nestlè

2' di lettura Fano 19/10/2010 -

Interveniamo solo ora nel dibattito nato dalla vicenda Carnevale di Fano-Nestlè, e ci troviamo quasi costretti a farlo, perché il Commercio Equo e Solidale è stato in questi giorni citato, a volte in maniera appropriata e a volte in maniera inopportuna. Visto, quindi, il rischio di essere male interpretati, abbiamo deciso di puntualizzare alcune cose che ci stanno a cuore.



Non si tratta di una contrapposizione Commercio Equo – Nestlè, né tantomeno di una battaglia commerciale. Pensare ad una battaglia commerciale tra queste due realtà fa anche sorridere, sarebbe come se la formica volesse prendere a pugni l’elefante, e non sarebbe comunque nel nostro stile.

D’altro canto non possiamo negare che, seppur passati diversi anni da quella decisione del consiglio comunale fanese - decisione di “boicottare” Nestlè - la situazione non è cambiata di molto: Nestlè continua ad essere oggetto di severe critiche da più parti e con documentazioni difficilmente contestabili. Si parte dalla più nota vicenda delle violazioni legate al “Codice internazionale per la promozione dei sostituti del latte” dell’OMS, si arriva alle filiere del caffè o del cacao e al metodo Nestlè che prevede “lotta dura” alle iniziative sindacali e condizioni di lavoro inumane, approccio commerciale duro sino alla scorrettezza e all’attenzione ambientale inesistente.

Si potrebbe ripartire dalla presenza al fianco di regimi oppressivi in varie parti del mondo, e passando per le sue politiche commerciali, che l’hanno vista anche in Italia incorrere più volte nelle sanzioni dell’Antitrust, arrivare alla sua attività di lobby, anche nei paesi industrializzati, per fare in modo che le leggi si ricordino delle sue “esigenze”. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, e questo, a nostro modo di vedere, non può essere cancellato in nome di nulla, siamo anche noi felici che il nostro carnevale sia “bello da vedere” e “buono da gustare”, vorremmo solo che fosse anche “giusto da vivere”.

La Cooperativa Mondo Solidale si occupa dal 1993 di Commercio Equo e Solidale, e lo fa vendendo prodotti, ma soprattutto promuovendo i criteri e i principi di un commercio davvero più giusto e a misura di uomo. In questa fase ribadiamo, quindi, che non saremmo comunque interessati ad effettuare forniture di nessun tipo, confermiamo invece la disponibilità ad una “consulenza tecnica” nel caso il buon senso portasse a ricercare strade diverse da quelle ipotizzate.

Così come, tenendo fede al nostro impegno principale, cercheremo nei prossimi mesi di organizzare momenti informativi e formativi pubblici e far conoscere ancora meglio il commercio equo ed in particolare le filiere del cacao e dei loro protagonisti. Insomma, siamo tutti liberi di scegliere ma almeno facciamolo con consapevolezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2010 alle 18:49 sul giornale del 20 ottobre 2010 - 912 letture

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