Oscardo Ferri rinviato a giudizio, l'IdV chiede chiarezza

viaggio da incubo a Zanzibar 3' di lettura Fano 06/10/2010 -

E’ di martedì la notizia che Oscardo Ferri, Capogruppo de La Tua Fano, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio insieme al figlio Andrea, consigliere comunale a Fossombrone.



La vicenda riguarda un’area nei pressi della spiaggia di Metaurilia, per la quale il PRG di Fano prevedeva il passaggio da area verde e parcheggio a villaggio turistico, cioè una forte valorizzazione. Quel terreno risulta venduto da Andrea Ferri, nel 2004 ,alla società Fano Vacanze On Line ma la Procura ritiene che la compravendita servisse solo ad aggirare l’obbligo di legge che prevede l’astensione da discussioni e votazioni quando sono in ballo interessi di propri congiunti. Il rispetto di questa legge avrebbe impedito al padre, Oscardo Ferri, all’epoca Presidente della Commissione Urbanistica, di intervenire sul PRG e di votarlo. Quindi, la Procura ritiene che la vendita fosse solo fiduciaria, cioè finalizzata a modificare l’intestazione formale della proprietà ma lasciando il terreno nella disponibilità dei Ferri.

Tanto più che la società Fano Vacanze on Line, costituita in occasione della compravendita, aveva come suo oggetto sociale, un anno e mezzo prima della pubblicazione del PRG, proprio la gestione di villaggi turistici , anticipando, con sospetta chiaroveggenza, quella che sarebbe stata la successiva destinazione urbanistica di quell’area a Metaurilia. Fu talmente forte la pressione per far avere a quel terreno la destinazione di villaggio turistico che l’Amministrazione, pur di inserirla, violò la legge che vieta di costruire entro 300 m dalla riva del mare, tanto che la Provincia bocciò quei comparti ritenendoli illegittimi. Da questa vicenda, di cui attenderemo l’esito giudiziario, emergono due grosse questioni politiche.

La prima riguarda la regolarità dell’approvazione del PRG. Già nella vicenda delle case dei cugini di Aguzzi la Procura, pur archiviando l’inchiesta, aveva affermato che il Sindaco avrebbe avuto l’obbligo giuridico di astenersi dal votare il Piano. Ora emerge, sempre a sentire la Procura, la stessa cosa per Oscardo Ferri. Ci chiediamo, a questo punto, quale valore morale possa avere un Piano approvato in siffatto modo e se non sarebbe il caso di ritirarlo tanto più ora che il Presidente della Commissione Urbanistica che gestì quel Piano è sotto processo per un così grave reato attinente al suo Ufficio. La seconda questione che ci interessa chiarire sono i livelli di responsabilità politica. La decisione di inserire quell’area nel Piano con destinazione turistica, in violazione del vincolo di inedificabilità assoluta entro i 300 m dal mare da chi è stata presa? Questa previsione è contenuta già nella prima bozza di PRG elaborata dall’Ufficio Comunale di Piano Regolatore. In quella fase la Commissione Urbanistica non aveva alcun ruolo e l’Ufficio Piano si confrontava solo con il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica. Dunque, com’è avvenuto che si prendesse una decisione, poi dichiarata palesemente illegittima dalla Provincia, che andava proprio nella direzione voluta da Ferri? Se la politica vuole avere ancora un briciolo di credibilità sarà bene fare presto e fino in fondo luce su questa inquietante vicenda.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2010 alle 17:56 sul giornale del 07 ottobre 2010 - 2193 letture

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