D'Anna su manifestazione ospedale: se siamo pochi e populisti perchè ci danno contro?

giancarlo d'anna 4' di lettura Fano 19/09/2010 -

Sulla manifestazione a favore del Santa Croce di sabato oltre alle polemiche si è scatenata anche la danza della pioggia. Quest'ultima è arrivata,copiosa ma non è riuscita a far tornare a casa le centinaia di persone che si sono presentate di fronte al Santa Croce. Gente alla quelle rinnovo un sentito ringraziamento per la testimonianza personale. Gente determinata a non subire passivamente l'ennesimo scippo a Fano e al territorio che a Fano fa riferimento.



Già perché la questione non riguarda solo la città della Fortuna. Da una parte l'ospedale unico sposterebbe la struttura su Pesaro dall'altra gli utenti della vallata del Cesano e parte del Metauro potrebbero, come in parte già fanno, fare riferimento all'ospedale di Senigallia che “miracolosamente” nonostante la struttura di Torrette di Ancona continuerà ad esserci contrariamente a Fano che soccomberà con la struttura unica. Problema sentito tanto che da Mondolfo sono giunte alcune persone, guidate da Carlo Diotallevi capogruppo della lista civica Per Cambiare, a testimoniare quanto accaduto a Mondolfo dopo l'accorpamento nel 1987 con Fano. L'ospedale venne chiuso. Problema sentito comunque anche a Pesaro dove “sono in tanti contro l'ipotizzata chiusura del San Salvatore a vantaggio dell'ospedale unico” -hanno speso è la testimonianza del sig. Bruno- “miliardi e miliardi di lire ed oggi tutto deve andare in malora per un'operazione per null'affatto trasparente.” Ma che la battaglia sia sentita, che ci sia condivisione, passione e convinzione lo si è visto quando sotto il “diluvio” la gente è rimasta ad ascoltare a dibattere a suggerire altre iniziative per difendere un patrimonio della collettività nato dai sacrifici di quanti negli anni l'anno finanziato, costruito, voluto, difeso.

E' emersa la consapevolezza che alcuni problemi al Santa Croce ci sono, è normale, se volete fisiologico ma è altrettanto vero che altri sono stati “strategicamente”trascurati se non voluti per giustificare la teoria del nuovo ospedale. Ad esempio le così dette nuove camere operatorie finanziate da tempo, per mettere a norma quanto a norma non era, e solo oggi a distanza di venti anni dal progetto si dichiara di voler intervenire nonostante i fondi statali fermi da anni. Non bastano questi problemi a giustificare la chiusura del Santa Croce come del San Salvatore come dice Mezzolani, adducendo la scusa che oramai “le due strutture hanno superato i cento anni”. Sabato è emerso con forza l'impegno da parte della gente a mantenere il vita il Santa Croce. Attraverso la messa a norma di quanto ancora non lo è, con un vero rilancio della struttura attraverso seri e corposi investimenti in medici, paramedici, servizi e strumentazioni. Stessa cosa deve avvenire a Pesaro, in accordo con Pesaro ma senza privare le due città,e a catena l'entroterra, dei due ospedali. Sull'ospedale unico, il gioco è oramai scoperto, serve solo a far rimanere in vita l'Azienda Ospedaliera di Pesaro e a creare un movimento di affari e clientele senza precedenti.

Non è una nuova Azienda è la fagocitazione del Santa Croce, ma ancora di più del patrimonio che fa riferimento al nosocomio fanese, patrimonio indispensabile per garantire la costruzione dell'Ospedale Unico sulla cui localizzazione il presidente della Provincia, pur essendo in sintonia col sindaco di Fano sull'ospedale unico, ha con una sua dichiarazione seccamente smentito l'ipotesi Carignano. Tutti a Pesaro dunque, tutti nasceranno a Pesaro. Ma ieri forte è stata la voce sopratutto degli anziani, i primi ad essere penalizzati da un ospedale decentrato. Non solo i malati ma anche quanti hanno scelto di vivere a Fano per i servizi fino ad oggi erogati, ad iniziare da quelli dell'ospedale. Ma ancora più importante è stata la presenza discreta di alcuni medici ed infermieri, un segnale importante. Sono in molti, tra gli addetti ai lavori, a non condividere la scelta dell'ospedale unico anche se pubblicamente non si sono mai espressi. Con questi presupposti la mobilitazione prosegue rafforzata. Ci aspettiamo comunicati che vorranno ridimensionare i numeri dei partecipanti, ci aspettiamo accuse di populismo. Cercheranno di ridimensionare uomini e battaglia. Sarà la nostra forza. Certo è più facile fare politica all'interno degli uffici decidendo a tavolino contornati da sottoposti che avallano ogni decisione nella speranza di qualche riconoscimento. Se siamo pochi e populisti perché ci danno contro? Cosa e chi devono difendere?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2010 alle 19:08 sul giornale del 20 settembre 2010 - 2296 letture

In questo articolo si parla di sanità, fano, politica, Popolo delle Libertà, pdl, Giancarlo d'anna, consigliere regionale

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balle!!!

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Questa volta la pioggia potè più della ragione ma chi ha ragioni da vendere non si arrenderà. <br />
I sostenitori dell'ospedale unico non hanno argomenti validi tanto che asseriscono (come il Circolo La Nuova Fano):<br />
"Ospedale Unico è un concetto astratto, vuol dire tutto ed il contrario di tutto,". <br />
Promettono l'entrata in servizio in cinque anni poi dichiarano: "razionalmente a non meno di dieci/quindici." non è già ingannare? Dire che per Fano è un opportunità perdere un simile servizio.. ma davvero pensano che si sia gente che ci possa credere??

Dice: La pioggia. C'è anche quella purificatrice dei "promessi sposi". A parte la letteratura, però, continuo a credere e a chiedere un confronto pubblico (SI', NO, BOH) per parlare delle due soluzioni (al doppio binario o "binario morto" io non credo). In modo che ci si possa fare un'idea meno approssimativa dell'intera questione. Perchè per il presente e anche per il futuro - non solo "nostro" - la cosa è troppo importante per essere lasciata solo alla "discrezionalità" della politica... <br />
Spero che la mia non resti una voce nel deserto.