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Rapa: il nostro turismo è in costante e inesorabile calo

riviera fano 3' di lettura Fano 14/09/2010 -

Recentemente, molto opportunamente, il Presidente Ricci è tornato a rimarcare la necessità di valorizzare le grandi potenzialità del nostro territorio per ridare impulso ad un settore, quello del turismo, che è stato sempre penalizzato e mai posto al centro dell’attenzione vera dei nostri politici.



Per quel che vale, apprezzo quindi l’entusiasmo e la volontà di puntare a raddoppiare il PIL provinciale del turismo e quindi attendo che si trovino metodi e strumenti più innovativi rispetto a quello che è stato fatto fino ad oggi dato che si sta andando più indietro che avanti. E’ giusto puntare sulla riqualificazione delle strutture, impostare una più dinamica organizzazione, migliorare la qualità dell’offerta, riscoprire i valori dell’accoglienza e soprattutto valorizzare le specificità di tutto il territorio ma rispetto a questo aspetto, vorrei metterla in guardia da un pericolo che si sta manifestando da tempo (è dalla fine dagli anni 80 che si segue questa strategia con le APT prima e gli IAT poi) e cioè che ogni settore, ogni realtà si muove non per un fine comune, ma per “autoreferenzialità” che il più delle volte è fine a se stessa, dispersiva e inconcludente e non caratterizzante perché in ogni provincia italiana si segue questa strategia. Io credo invece che bisogna puntare a creare, coinvolgendo maggiormente gli operatori più disponibili, un prodotto innovativo che consenta anche di superare i vincoli atmosferici dai quali siamo oggi quasi totalmente succubi e puntare a un modello, per esempio, come quello del mobile.

Infatti, se si parla di macchine e stampi per la lavorazione del legno, serrature speciali, lavelli da incasso o rubinetterie di pregio, cerniere o maniglie originali (ricettivo, paesaggio, enogastronomia, borghi murate, artigianato teatri, eventi), il distretto del mobile della provincia di Pesaro è il luogo dove si trova il meglio del meglio eppure solo gli addetti ai lavori conoscono dove e chi produce i singoli componenti. Però, tutti in Italia e nel mondo, conoscono Scavolini o Berloni o Febal…. Eppure queste industrie, oggi, non fanno altro che assemblare i componenti realizzati nelle varie aziende per costruire, promuovere e vendere un prodotto, un marchio ben identificabile che si presenta in forme, qualità e prezzi capaci di soddisfare le esigenze di tutte le tasche. Per esperienza so che è difficile ma al di la degli slogan promossi con capacità mediatiche moderne più o meno efficaci solo per migliorare ciò che da tempo si è capito essere importante (come d’altronde fanno in tutte le altre Province d’Italia), o il nostro turismo sarà in grado di trovare soluzioni “rivoluzionarie” e innovative o sarà destinato a rimanere quello che è e cioè un settore che tira a campare e funzionale ai pochi, soliti grandi imprenditori. Non a caso, contrariamente a quello che si dice, da anni il nostro turismo non è in crescita ma, in termini di presenze e soprattutto di fatturato (comparabili), è in costante ed inesorabile calo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2010 alle 17:14 sul giornale del 15 settembre 2010 - 1975 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, turismo, riviera, Boris Rapa

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