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Pd: Ospedale Unico e riorganizzazione della Sanità provinciale

Logo PD 4' di lettura Fano 14/09/2010 -

Le motivazioni che da tempo il consigliere D’Anna sta portando per sostenere la sua posizione sul nuovo ospedale ci sembrano sempre più pretestuose e insostenibili.



Il nuovo ospedale è una grande occasione per la nostra città e non esiste altra prospettiva per garantire una adeguata qualità all’offerta sanitaria se non si procede in questo modo. Vorremmo quindi che ormai la discussione si orientasse in tutt’altra direzione e che le forze politiche rappresentative della città di Fano cominciassero a dare un proprio contributo per la riorganizzazione dell’intera sanità provinciale in una situazione in cui, non scordiamocelo, il governo sta tagliano pesantemente fondi a questo importante settore. Volevamo allora essere noi a porre sul tappeto alcune questioni che in queste settimane non sono state prese in considerazione da nessuno dei critici dell’ospedale nuovo tanto meno dal Consigliere D’Anna che, non scordiamocelo, è un politico che appartiene alla maggioranza di governo nazionale che sta assumendo decisioni pesantissime sul sistema sanitario nazionale che ci pare giusto siano conosciute da tutti.

Il governo ha operato una contrazione del fondo sanitario nazionale che invece del previsto incremento di 90 milioni di euro per l’anno 2010 porterà nelle casse della Regione solo 20 milioni! Dal 2008 il governo sta tagliando il fondo unico per le politiche sociali con cui i Comuni finanziano i loro servizi riducendo i trasferimenti alla nostra regione dai 23 milioni del 2008 ai 10 milioni di quest’anno con una previsione per il 2011 di 5 milioni di euro! Il governo ha tagliato i fondi messi a disposizione per le politiche familiari dal precedente governo Prodi utilizzati in questi anni per sostenere famiglie numerose e per potenziare l’attività sociale dei consultori familiari! Il blocco del turn over del personale della sanità farà sì che ad ogni cinque operatori sanitari che usciranno dal sistema ne potrà entrare solo 1! La contrapposizione voluta dal governo nei confronti dell’accordo raggiunto tra le Regioni ha comportato un forte rallentamento nella definizione del nuovo “Patto per la Salute” ritardando in tal modo anche la certezza dei finanziamenti! Mancano ancora i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) da garantire gratuitamente ai cittadini e non si è messo mano ai livelli essenziali dei servizi sociali!

A fronte di un iniziale stanziamento di fondi a disposizione degli investimenti in conto capitale in campo sanitario al momento è stata bloccata una parte sostanziale degli stessi facendo venire meno improvvisamente la possibilità di nuovi progetti di investimento: il terzo stralcio dell’accordo tra regione e ministero, che prevedeva i fondi in conto capitale già individuati per il nuovo ospedale marche nord, sono stati infatti improvvisamente congelati nonostante gli impegni assunti dalla Regione su indicazione del ministero stesso! La spesa farmaceutica ha subito a livello nazionale un taglio di 600 milioni di euro! Questa la cornice di riferimento che è bene avere presente. Ci chiediamo perché i detrattori del nuovo ospedale non me abbiano mai fatto cenno e ci chiediamo inoltre in quale altro modo avrebbero agito di fronte all’obbligo imposto dal governo di riduzione dei posti letto ospedalieri da 4,4 p.l. per mille abitanti a 3,3 p.l. per mille se non attraverso un serio lavoro di concentrazione dell’offerta ospedaliera che nelle Marche è oltretutto particolarmente frammentata! Quali altre proposte avrebbero avuto in mente visto che a proposte alternative sostenibili non si è mai fatto riferimento? Perché nessuno dice che nonostante i tagli finanziari la sanità marchigiana continua a tenere in termini di qualità garantendo il mantenimento dei livelli importanti sostenuti fino ad oggi visto che questo è quanto viene detto dal ministero della funzione pubblica e dal ministero del welfare i quali nelle loro statistiche continuano ad indicare la sanità marchigiana come quella tra le più qualificate solo dopo Lombardia ed Emilia Romagna?

Questo è il contesto in cui ha acquistato ulteriore consistenza la scelta del nuovo ospedale che la giunta regionale e il Partito Democratico hanno ritenuto di fare perché la salute è un diritto di tutti e come tale va protetto da speculazioni di ogni tipo finanziario o politico che sia. Vogliamo allora rilanciare, partendo da questi argomenti, il confronto con la città attraverso incontri che faremo come Partito Democratico con le realtà associative più impegnate chiedendo però loro di lavorare con noi per un vero e proprio progetto fanese per la salute che individui i nuovi bisogni e i relativi servizi necessari per dare risposte significative su tutto il territorio dell’area vasta attraverso un potenziamento dell’offerta residenziale e dell’assistenza domiciliare, ma anche attraverso l’individuazione di servizi sanitari che devono rimanere posizionati in territorio cittadino. Di questo vogliamo discutere e non di firme mai consegnate in regione o di manifestazioni di protesta che servono più a singole carriere politiche che al bene dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2010 alle 16:50 sul giornale del 15 settembre 2010 - 1390 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, pd, Pd Fano

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