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Mondolfo: Diotallevi su ospedale unico, 'Mondolfo e Marotta dicono no!'

carlo diotallevi 3' di lettura 13/09/2010 -

Nel dibattito relativo all’Ospedale Unico Fano – Pesaro vogliamo ricordare a quanti se lo fossero dimenticato quali effetti ebbe l’unificazione degli ospedali di Fano e Mondolfo che nel 1987 (con la legge regionale 47 del 1977) provocò la chiusura dell’ospedale di Mondolfo.



Le grandi battaglie portate avanti dai cittadini sono ancora scolpite nell’immaginario collettivo di tutti i mondolfesi che in quei giorni fecero davvero di tutto per salvare la struttura ma la Regione non tornò sui propri passi e l’ospedale venne chiuso. Dalla chiusura dell’ospedale mondolfese sorse un piccolo poliambulatorio ma la struttura dell’ex ospedale, nel pieno centro di Mondolfo è rimasta per 20 anni in uno stato di totale abbandono che grida vergogna! Solo oggi dopo le tante proteste e raccolte firme dei cittadini, le nostre interrogazioni, proposte e sopralluoghi finalmente abbiamo ottenuto l’elaborazione di un progetto di ristrutturazione che è stato presentato proprio in questi giorni in Regione. Ma rimangono ancora troppi dubbi ed incertezze, anche sul futuro della attigua struttura della ex casa di riposo Ciavarini Doni. Questa è la nostra storia e se è vero che la storia si ripete…i cittadini di Fano e Pesaro hanno ben poco da stare tranquilli. Il progetto Ospedali Riuniti (Fano-Pesaro) purtroppo fa acqua da tutte le parti. Se è logico e sensato coordinare meglio le strutture per aumentarne l’efficienza ed ottenere risparmi dall’altra non è accettabile la riduzione dei servizi per i cittadini e il totale abbandono dell’entroterra per concentrate tutto su una nuova e costosissima struttura e non è ammissibile che ciò avvenga solo per possibili interessi politici e delle lobbies edilizie.

Esistono già strutture nelle quali è stato investito tantissimo denaro pubblico e sarebbe assurdo sperperarne ancora. Ai cittadini interessa avere risposte celeri e per questo non serve una nuova struttura, ma una migliore ed efficiente organizzazione delle esistenti. Realizzare il nuovo ospedale unico costerà circa 180 milioni di euro mentre secondo professionisti e medici del settore (vedi anche il dott. De Marchi) per ristrutturare e rimodernare le strutture attuali sarebbe sufficiente un decimo della cifra. Per cercare di tranquillizzare i cittadini molti sostenitori della causa “ospedale unico” in questi giorni parlano della politica del “doppio binario” che prevedrebbe la costruzione di una nuova struttura ma al contempo il potenziamento delle attuali. Balle!

Il progetto dell’ospedale unico c’è già e Mezzolani lo ha ufficializzato (ed illustrato) in tutte le sedi e sulla stampa affermando implicitamente che per finanziare la nuova struttura è previsto lo smantellamento delle due attuali strutture di Fano e Pesaro dove dovrebbe rimanere solo il pronto soccorso. L’esperienza di Mondolfo insegni: la politica del “doppio binario” conduce inevitabilmente al “binario morto”. In questa situazione il ridimensionamento o lo smembramento dell'ospedale di Fano creerebbe molti problemi e disagi non solo ai fanesi ma anche ai nostri cittadini e a quelli della Valcesano che vedrebbero allontanarsi ulteriormente l'ospedale e ridursi i servizi. Ecco perché diciamo no all'Ospedale Unico Pesaro- Fano e per questo aderiremo numerosi alla manifestazione del 18 settembre che si terrà a Fano per salvare il Santa Croce.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2010 alle 14:47 sul giornale del 14 settembre 2010 - 1704 letture

In questo articolo si parla di fano, ospedale, politica, carlo diotallevi, pesaro

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