Arceci: l'ospedale di Fano non si tocca, appartiene alla città

ospedale 3' di lettura Fano 21/08/2010 -

Leggendo sulla stampa locale e più esattamente le riflessioni di Marinelli (i socialisti per Fano) e di Mattioli (La tua Fano) risulta difficile capire il loro parere riguardante l’ormai nota questione che riguarda l'Ospedale Santa Croce, la sua vita la sua morte, il progetto, gli appalti, le consulenze, le conseguenze per la città.



Marinelli pone la sua attenzione, a mia vista un po’ tardiva, al Pronto soccorso di Fano, a tutti i problemi che si verificano puntualmente ogni estate tanto che, se non ricordo male, anche nel numero di Agosto dell’anno scorso c’era un’intervento simile, tra l'altro privo di proposte. Marinelli aggiunge che per il Santa Croce occorre trovare una soluzione che salvi i diritti dei lavoratori e che venga incontro alle esigenze dell’utenza. Io credo che la mera costruzione di una struttura unica a questo punto non risolva il problema, anzi lo renderebbe più grave dato che il bacino d’utenza incrementerebbe a dismisura e non tutelerebbe Fano. Un esempio pratico la fine dell'Ospedale Mondolfo dopo l'unione con Fano anni addietro. Mondolfo si trovò senza nasocomio, oggi la stessa sorte la potrebbe fare Fano a vantaggio di Pesaro.

Pesce grosso mangia pesce piccolo! Passo alla riflessione di Mattioli .Egli tra gli effetti della manovra finanziaria di Tremonti in sanità ipotizza il dimezzamento del personale medico precario, migliaia di giovani che perderanno il posto di lavoro e una riduzione dei camici bianchi. Difficile sapere su cosa si basa un giudizio così drastico. Sicuramente con l'operazione Ospedale Unico una riduzione ci sarà sia a Fano che a Pesaro, visto che sono previsti molti posti letto in meno di quelli che Fano e Pesaro oggi offrono. Se la Tua Fano è d’accordo con il creare la struttura unica, si assume una grossa responsabilità. Non solo perderemo i precari e i dottori, ma anche l'Ospedale Santa Croce. Mattioli dichiara che la Tua Fano è sempre stata dell’idea di difesa del presidio Fanese, allo stesso tempo non disdegna l'Ospedale Unico. Il piede in due staffe. l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, è chiaramente il primo passo verso l'ospedale Unico che nascerà grazie alla vendita e quindi la chiusura del Santa Croce. Strano modo di difendere l'Ospedale!

A questo punto i cittadini potrebbero essere confusi, invece non lo sono perché hanno capito benissimo che ancora una volta Fano corre il rischio di rimanere fregata com'è accaduto in passato con lo zuccherificio e la caserma. Mattioli conclude “Tuttavia la politica non può fermarsi, ne rimanere ai margini di questo processo e una valida opposizione va impostata in termini costruttivi…” nessuno a chiesto alla politica di fermarsi anzi si chiede alla politica di intervenire , ma in modo chiaro e coerente. Così non è visto che chi ha presentato un programma elettorale nel quale si dichiara di tutelare a valorizzare l'Ospedale Santa Croce oggi apre le porte alla fine dell'Ospedale di Fano. Se la politica, -cioè parte della politica- si ferma, i cittadini non sono disposti a stare a guardare. Questa volta scendiamo in piazza a manifestare il nostro dissenso contro l'Ospedale Unico costruito altrove con le risorse incassate della vendita dell'Ospedale Santa Croce. Il 18 settembre dalle ore 17 sarò, saremo, insieme al Consigliere Regionale Giancarlo D’Anna di fronte all'Ospedale Santa Croce per dire: l'ospedale di Fano non si tocca, l'ospedale di Fano appartiene alla città, l'ospedale unico è la fine del Santa Croce. Ragazzi tutti in piazza, è giunta l'ora!


   

da Federico Arceci
Fondatore del gruppo Facebook
NO – All’Ospedale Unico per Fano e Pesaro




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2010 alle 16:52 sul giornale del 23 agosto 2010 - 1899 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, fano, ospedale, Federico Arceci

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