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comunicato stampa

Vorrei un caffè corretto: un vademecum per correggere il caffè

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Il gusto amaro che senti nel tuo caffè nasce da una miscela sapiente di sfruttamento, avidità e malgoverno. Il prezzo del caffè aumenta ma peggiorano le condizioni di lavoro e di vita in cui sono tenuti i contadini che lo producono.

La sambuca non c’entra, perché per ActionAid il caffè corretto è quello che garantisce i diritti dei contadini nelle piantagioni delle multinazionali. ActionAid si batte da anni al loro fianco, agendo su due fronti distinti, chiedendo: al Governo italiano di convocare multinazionali, sindacati e Ong impegnati nel mercato del caffè per definire: Comportamenti etici che le aziende devono impegnarsi a rispettare. Rapporti di sostenibilità che le aziende sono obbligate a produrre per dimostrare ai consumatori che il loro comportamento è etico e rispetta i diritti umani.

Registro obbligatorio degli acquisti che provengono dal Sud del mondo per poterne verificare la provenienza in maniera trasparente. Quota di prodotto etico che ogni azienda deve impegnarsi a produrre. alle multinazionali del settore di impegnarsi da subito a tenere sotto controllo la sostenibilità delle proprie attività e a raggiungere almeno il 20% di produzione etica e certificata. Pertanto Stefano Sorcinelli, presidente del Gruppo Locale ActionAid di Fano-Pesaro, invita i fanesi ad unirsi ad ActionAid per chiedere alle multinazionali del caffè di garantire i diritti dei contadini e ai governi dei loro paesi di emanare leggi che le obblighino a farlo.

Per poter agire direttamente è possibile compilare e spedire una delle tantissime cartoline distribuite nei principali bar e ristoranti della città nelle quali sostanzialmente verranno richieste rassicurazioni, agli amministratori delegati delle marche di caffè che vengono abitualmente consumate, sul fatto che il caffè che consumiamo non sia frutto di sopruso ma che rispetti la dignità dei contadini e dei braccianti che lo coltivano e che vengano evitate politiche di acquisto delle materie prime, da parte delle imprese torrefattici operanti sul mercato italiano, che privilegino esclusivamente la ricerca del costo più basso trascurando i problemi generati dall’impatto sociale del loro operato.

Stefano Sorcinelli, presidente del Gruppo Locale ActionAid di Fano-Pesaro



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2010 alle 12:21 sul giornale del 13 agosto 2010 - 2486 letture