'I cambiamenti climatici nel Meditarreneo', incontro con Paolo Michele Ruti

manifesto cambiamenti climatici nel mediterraneo 06/04/2010 - Per millenni l'uomo ha cercato di prevedere il tempo. Dalla scuola peripatetica greca alla cultura islamica del primo millennio, la ricerca dei presagi o dei segni della natura ha affascinato e coinvolto le menti più brillanti.

Ma due eventi hanno cambiato radicalmente la sua capacità di prevedere il futuro: l'invenzione del telegrafo nel 1835 permettendo di trasmettere informazioni climatiche a scala planetaria, e lo sviluppo dei primi calcolatori programmabili nel 1955. Inizia così una nuova affascinante sfida che ha portato l'uomo, basandosi sulla conoscenza delle leggi naturali, a sviluppare gli strumenti per scrutare il proprio futuro e possibilmente modificare i propri comportamenti. Quali le potenzialità, e i limiti, per la gestione del nostro avvenire, anche per chi vive a Fano?


Paolo Michele Ruti si laurea in Fisica a Bologna nel 1992, consegue un dottorato di Geofisica nel 1995 lavorando al primo progetto europeo sui cambiamenti climatici in Europa. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, editore di riviste internazionali, leader in progetti di ricerca internazionali, lavora attualmente in ENEA dove si occupa di modelli matematici per lo studio del clima.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2010 alle 18:45 sul giornale del 07 aprile 2010 - 787 letture

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