Mons. Trasarti: non siamo al di sopra di ogni difetto, siamo umani

trasarti Fano 01/04/2010 - "Dobbiamo essere un presbiterio di preti liberi, di quella libertà di cui Cristo ci ha liberati, ci fa diventare gioiosamente servi gli uni degli altri. Siamo preti per servire la gioia dell’uomo: il ministero è dono gratuito e gioioso".

Con queste parole Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce – si rivolge ai suoi preti nel giorno della Messa del Crisma nella Cattedrale di Fano. A distanza di tre anni dal suo arrivo in Diocesi – prosegue il Portavoce – il parlare del Vescovo ai suoi sacerdoti è denso di consapevolezza, responsabilità, sfida per il futuro nell’annuncio del Vangelo. "Non ci dobbiamo stupire – prosegue Trasarti – se ci accorgiamo che i sentimenti sono a volte di indifferenza, a volte di invidia e gelosia, a volte di irritazione e di aggressività. Noi non siamo al di sopra di ogni difetto, siamo impastati di terra ordinaria. Possiamo però purificare i nostri sentimenti, e questo è possibilissimo".


Il Vescovo di Fano nell’omelia del Giovedì Santo – precisa ancora don Ruggeri – che rappresenta una verifica, un bilancio ed uno sprono per i clero della Diocesi si chiede chi sia il Vescovo e il prete in questa contesto sociale, alla luce della fede e della tradizione della Chiesa. Lo fa con tre aggettivi: "Il Vescovo e il sacerdote è fedele, buono, saggio. L’ascolto caratterizza il ministro consacrato davanti a un mondo affascinato dall’effimero e da messaggi seducenti della mondanità. Il ministro è la creatura /verbi/ seminata con abbondanza, larghezza, senza calcoli. Nel parlare e nello scrivere occorre servire la verità: dirla, consegnarla, donarla, espanderla. Il Vescovo e il sacerdote devono essere come dentro il Vangelo dal mattino alla sera, per lasciarsene custodire e nutrire come da un grembo materno". Il Vescovo – evidenzia il Portavoce – conscio del clima in cui la Chiesa vive, opera e serve, pone l’accento sui rischi che possono attanagliare un Pastore di una Diocesi e di una comunità.


"Il più grande rischio è lasciarsi attrarre dal potere terreno. Per il pastore vige una istruttiva legge di vita: chi è superiore deve recarsi e chinarsi su chi è inferiore per porgergli aiuto. Il Pastore non può sottrarsi alle umiliazioni. Oggi vi è urgenza di uomini che, come i primi martiri cristiani e Padri della Chiesa, più che sforzarsi di “provare” la risurrezione di Cristo attraverso ragionamenti o indizi di ordine storico, ne testimoniano la perdurante verità nella storia tramite la loro fedeltà al Vangelo". Ultimo punto il Vescovo lo dedica al futuro della fede cristiana nel territorio: "L’evangelizzazione, soprattutto nella nostra Diocesi – precisa Trasarti – dipende in larga misura da noi. E’ necessario che la nostra pastorale assuma un orientamento decisamente missionario, altrimenti rischiamo di diventare insignificanti. Una chiesa ridotta a culto o a stazione di servizi religiosi, oggi, mancherebbe di quello spirito missionario in un mondo che cambia rapidamente. Vorrei esortare me e voi – conclude il Vescovo di Fano – a uno sguardo sincero su noi stessi; a chiederci che cosa ci spinge ad essere preti, a illuminare i veri sentimenti che abbiamo verso il popolo di Dio e verso gli altri preti".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2010 alle 14:29 sul giornale del 02 aprile 2010 - 549 letture

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