Più attenzione nelle scuole per storia della resistenza e valori civili

Fano 31/03/2010 - Eliminare una parte fondamentale della storia del nostro paese dai programmi di storia è un atto gravissimo. La nostra Repubblica nasce dalla Resistenza e dalla lotta partigiana.

La nostra costituzione è ciò che garantisce ogni giorno la democrazia del nostro paese. Troppo spesso sentiamo degli attacchi fortissimi ai valori che essa rappresenta e che dovrebbero essere difesi a spada tratta da tutti gli esponenti politici. Non solo questo non viene fatto, ma ora ci viene detto che la lotta partigiana e la resistenza, momenti fondamentali della storia del nostro paese che hanno determinato la liberazione dal fascismo e la nascita della nostra democrazia, sono solo degli approfondimenti ai programmi scolastici, lasciati all’autonomia degli insegnanti.


Chiediamo dei chiarimenti e una presa di posizione forte da parte del ministro Gelmini, che l’anno scorso ha speso tante belle parole sull’introduzione della fantomatica ora di c&c (cittadinanza e costituzione) e che ora non batte ciglio. La nostra democrazia e la nostra costituzione non sono nate sotto i funghi, sono nate da uno dei momenti di maggior valore morale del nostro paese, che va ricordato, studiato, spolverato ogni giorno.


Come si può pretendere che gli studenti diventino dei cittadini consapevoli, che credano nella politica e nelle istituzioni, che rispettino i diritti e i doveri, se viene oscurato, in maniera faziosa, il processo tramite cui siamo arrivati alla democrazia attuale? Questa è una scelta politica gravissima, che si incastona in un progetto di smantellamento della scuola pubblica, non più strumento di formazione e di sviluppo di coscienze autonome e democratiche, ma luogo vuoto che forma studenti inconsapevoli, a cui non è permesso di sapere neanche chi sono, da dove vengono, quali sono le proprie origini. Se questa cancellazione avverrà concretamente, ci ribelleremo attuando una la Resistenza nelle nostre scuole.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2010 alle 17:01 sul giornale del 01 aprile 2010 - 544 letture

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