Petizione per il rientro a Fano del Lisippo

22/03/2010 - Dopo oltre quarant’anni, il mondo della cultura ha acquisito la prova documentale della identità tra la statua inabissatasi nel mare Adriatico, portata in superficie da pescatori di Fano, e quella acquistata nel 1977 dal J. Paul Getty Trust.

La statua dell’“Atleta vittorioso” attribuita a Lisippo, rimasta per secoli nell’area culturale ellenistico-romana è stata uffiillecitamente sottratta da Fano dopo che anche l’Italia e gli Stati Uniti d’America, con la sottoscrizione della Convenzione UNESCO del 1970, avevano assunto il reciproco impegno di salvaguardare il rispettivo patrimonio costituito dai beni culturali esistenti sul territorio contro i pericoli di furto, di scavi clandestini, di esportazione illecita, e di collaborare per le restituzioni. L’impegno nasce dalla condivisa consapevolezza che i beni culturali sono uno degli elementi fondamentali della civilizzazione e della cultura dei popoli e che essi assumono il loro valore solo se sono conosciuti, con la più grande precisione, la loro origine, la loro storia e il loro ambiente. Il bene culturale, in quanto testimonianza della cultura di un popolo, è intimamente collegato al luogo in cui si è legittimamente storicizzato, cosicché l’illecita sottrazione da quel luogo reca danno alla vita culturale, non solo del popolo che l’ha subito ma di tutti i popoli, alla comprensione reciproca e al dialogo tra le nazioni.


La missione delle istituzioni culturali è quella di promuovere la conoscenza della civiltà umana e in tal modo arricchire la vita culturale del proprio e di tutti i popoli e far nascere il rispetto e la stima reciproca fra le nazioni; in ragione di ciò non devono incentivare né direttamente né indirettamente le attività illecite dirette a espropriare una comunità delle testimonianze della propria cultura . Il J .P. Getty Trust con l’acquisto della statua dell’ “Atleta vittorioso” senza compiere i dovuti accertamenti sulla sua legittima provenienza, e soprattutto opponendo un rifiuto sistematico a collaborare nell’accertamento della sua provenienza per salvaguardare il proprio investimento economico, è venuto meno alla sua missione culturale accreditando una cultura della illegalità. L’introduzione della statua nelle collezioni del J. Paul Getty Trust, in violazione di principi morali universalmente riconosciuti e delle norme italiane di tutela del proprio patrimonio culturale, oltre che costituire un vulnus al reciproco impegno assunto dall’Italia e dagli Stati Uniti con la sottoscrizione della Convenzione UNESCO del 1970, contravviene al comune sentire dei cittadini che si impegnano nella cultura e nella legalità. Pertanto, noi sottoscritti sentiamo l’imperativo morale di affiancarci ai cittadini di Fano nel chiedere alle Autorità e ai cittadini della California di intervenire sul Board del J. Paul Getty Trust perché restituisca, spontaneamente ed in nome dell’amicizia che lega i due popoli, la statua dell’“Atleta vittorioso” al patrimonio culturale italiano. Primi Firmatari: Massimo Cacciari, Marcello Veneziani, Tonino Guerra, Dario Fo, Franca Rame.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2010 alle 14:35 sul giornale del 23 marzo 2010 - 1618 letture

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Commento modificato il 23 marzo 2010

... Ma ai "primi firmatari" gli avete raccontato bene come sono andate le cose? A nessuno è venuto in mente di ricordare che, se proprio l'atleta deve "tornare", casa sua è più la Grecia che l'Italia?




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