Torriani: \'Bene l\'intesa con Trento, ma non sia foglia di fico\'

famiglia 11/03/2010 - La presentazione del protocollo d’intesa tra il comune di Fano e la Provincia Autonoma di Trento per la promozione di azioni innovative nell’ambito delle politiche familiari, avvenuta nel Consiglio comunale di ieri sera, è stata un’importante occasione per parlare di politiche della famiglia.

Se nei confronti della Provincia Autonoma di Trento non possiamo che esprimere complimenti per quello che stanno facendo a sostegno delle famiglia, considerandola la principale risorsa della loro comunità, al punto che di recente hanno anche pubblicato un libro bianco sulle politiche familiari e per la natalità, una sorta di vademecum per la famiglia in cui sono descritti gli obiettivi strategici, le politiche strutturali e le azioni concrete messe in campo, i giudizi sono ben diversi nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Fano.

Lo stesso Assessore trentino, Ugo Rossi, nel suo intervento introduttivo, ha tenuto a precisare che le politiche familiari, poichè devono essere aderenti alla storia e alle caratteristiche e soprattutto ai bisogni di un territorio bene preciso, non vanno copiate da altre esperienze. Semmai la provincia di Trento potrebbe “esportare” un metodo di lavoro che potrebbe consenti di produrre politiche familiari in grado di rispondere ai bisogni reali.

E qui emergono tutte le contraddizioni dell’attuale Assessorato alla Famiglia del Comune di Fano: 1. tale delega è stata creata nell’ambito di un accordo preelettorale, per assicurare un assessorato ad un consigliere che “saltava il fosso” senza una visione di insieme nell’ambito delle politiche sociali ed educative; 2. di questa delega si sa poco o niente: obiettivi, strategie, programma e struttura organizzativa sono ancora sconosciuti; sono passati una decina di mesi dall’insediamento dell’Assessore alle Politiche Familiari, ma pochi se ne sono accorti. Il poco che viene fatto non ha nulla di innovativo e non è capace di rispondere seriamente ai bisogni reali delle famiglie: - Family Card: si tratta di una iniziativa i cui risultati non sono mai stati presentati e discussi in Consiglio comunale. Chi ne ha usufruito, per quanto tempo, con quali benefici concreti, con quale capacità di rendersi autonomi. E poi far coincidere le politiche familiari con la family card è a dir poco riduttivo. - Laboratorio “Fano, città dei bambini”: progetto nato con grandi ambizioni e da una grande intuizione, ovvero che una città a misura di bambini è una città a misura di tutti; che cosa si sta facendo per i bambini e soprattutto quanto realmente le attività del laboratorio stanno “condizionando” le scelte dell’Amministrazione comunale, dalla programmazione urbanistica della città (non era questo il suo obiettivo prioritario?) all’impostazione delle politiche sociali ed educative? “a scuola ci andiamo da soli”? esiste ancora? - Centro per le famiglie: cos’è? Cosa fa? Quali programmi? Che tipo di coinvolgimento con le realtà del privato sociale o con gli altri servizi pubblici esistenti?

Al di là di questo null’altro viene messo in campo dal comune di Fano, non esistono idee, strategie, progettualità complessive; non vengono presentati dati sull’offerta dei servizi esistenti nel comune di Fano a sostegno della famiglia e servizi che sarebbero necessari e su cui si intende investire; non vengono individuati obiettivi su cui si intende lavorare a quasi un anno ormai dall’avvio dell’attività della giunta e di questa delega. Esiste una consulta comunale delle associazioni che operano nel campo famigliare, ma non è mai stata convocata. Non vengono nemmeno avanzati ragionamenti innovativi in ordine ad iniziative classiche già avanzate in altre città a noi vicine riguardo alle politiche fiscali e tariffarie che tengano conto dei carichi familiari, ad una rivisitazione dello strumento dell’Isee. Non vengono riprese le problematiche legate ai giovani sposi, agli orari della città, all’assistenza agli anziani da parte delle famiglie; all’affidamento familiare, ai servizi di prossimità (su cui esistono normative nazionali e regionali), al sostegno alle famiglie numerose (ex decreto Bindi poi cassato dal governo Berlusconi), alle politiche per la casa, al sostegno al ruolo educativo, a servizi di auto aiuto per famiglie con figli adolescenti, all’inclusione sociale di famiglie immigrate. Come si intende raccordare le politiche familiari con il piano triennale di ambito sociale su cui pare si stia discutendo? Sarà coinvolto anche l’ambito sociale? Ci sono idee in tal senso? Nulla!!

Quindi: bene il protocollo di intesa con la Provincia Autonoma di Trento, ma che non sia utilizzato come “foglia di fico” per nascondere la pochezza dell’Assessorato fanese.

da Francesco Torriani
consigliere comunale Pd



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2010 alle 15:37 sul giornale del 12 marzo 2010 - 1659 letture

In questo articolo si parla di attualità, Francesco Torriani, pd


... A proposito di \"foglie di fico\", una volta si diceva che innanzi ai campi per nudisti, c\'è sempre un moralista che vende foglie di fico. E\' un aforisma vecchio di qualche decennio, ma forse ancora buono per qualche riflessione. Fuori di metafora: andiamo a Trento e scapperemo dalla paura, confrontando i servizi ai cittadini, come piste ciclabili, scuola, sanità... Paura di non farcela ad avvicinare davvero il nostro \"stile di vita\" al loro.<br />
Beh, asfaltiamo la pista all\'aeroporto, intanto.