Pd: \'Finalmente la giunta si accorge della crisi\'

Economia 4' di lettura Fano 19/10/2009 - Evidentemente le sollecitazioni provenenti dal PD e dai partiti della coalizione, impegnati in queste settimane a lavorare sul tema della crisi economica, hanno sortito qualche effetto. Finalmente anche la Giunta fanese si è accorta che la crisi c’è ancora, che non è alle nostre spalle, che ci aspettano mesi duri, che le famiglie continueranno a subire il riflesso di una crisi senza precedenti che, vogliamo ricordarlo, è stata causata dal desiderio incontrollato di un arricchimento facile e veloce; una crisi finanziaria mondiale dalla quale dobbiamo raccogliere indicazioni forti affinché davvero tutto non rimanga come prima.

Occorre intervenire nell’immediato, lo abbiamo più volte detto, con adeguate politiche di sostegno al reddito, ma occorre anche pensare in una prospettiva di medio e lungo termine recuperando la centralità del lavoro, la sua qualità, l’importanza della formazione professionale; ripensando gli stessi criteri di misurazione della ricchezza e rilanciando una prospettiva di sviluppo della rete sociale grazie al supporto di un adeguato sistema dei servizi. Una amministrazione seria dovrebbe aprire questo confronto con tutte le realtà sociali e politiche della città senza avere paura degli avversari e senza chiudersi a riccio di fronte a chi avanza proposte differenti oppure osa criticare quelle adottate. Non ci bastano quindi i proclami; vogliamo saperne di più su quelle manovre di cui il sindaco ha voluto accennare per avere certezza che si tratti realmente di interventi aggiuntivi e non delle solite partite di giro con le quali far sembrare aggiuntivo quel poco che in realtà si è sempre fatto.

Alcune precisazioni allora e alcune domande: Una prima questione riguarda il fondo per la non autosufficienza: ci preme ricordare infatti che si tratta di un fondo nazionale messo a disposizione dalle Regioni agli ambiti sociali a seguito di una importante iniziativa assunta dal precedente governo Prodi su cui il comune di Fano non ha aggiunto nulla di proprio. Va altresì precisato che questo fondo, previsto per le annualità 2007-2008-2009 è stato completamente tagliato da questo governo nazionale che nella finanziaria 2010 ha messo ha messo la cifra “zero” nella voce sostegno alla non autosufficienza. Una seconda questione riguarda la necessità di avere un confronto tra le disponibilità finanziarie annunciate e le disponibilità già presenti nei capitoli di bilancio ordinari a cui si attingono da sempre fondi per i contributi economici per gli indigenti (ad es. fondi per i minori in difficoltà, fondi per il sostegno agli affitti, fondi per situazioni di disagio adulto). Ad esempio da dove arrivano i 300 mila euro i più annunciati? Sono fondi nuovi oppure si tratta dei vecchi 260 mila euro già previsti a bilancio da sempre con la sola aggiunta dei soliti 40 mila euro di cui si parla da alcuni mesi? Si spieghino queste cose; solo così potremo capire se si tratta di fondi aggiuntivi oppure no. Una terza questione riguarda le modalità con cui vengono concessi i contributi alle famiglie in difficoltà di cui parla il Sindaco: sono gli stessi utilizzati fino ad oggi con un vecchio regolamento del 1992? Verranno individuati nuovi criteri di priorità? Oppure tutto sarà lasciato alla discrezione del primo cittadino che ha trasformato il suo ufficio – come dice il suo nuovo portavoce Ciarlantini – nel vero servizio sociale del comune?

Una quarta questione riguarda infine l’efficacia degli interventi fatti e la modalità di verifica della efficacia di quelli da fare: quali sono stati i risultati raggiunti in questi anni coi contributi concessi: le persone si sono rese autonome o sono rimaste dipendenti dal contributo? Sono stati costruiti progetti di uscita dalla dipendenza per acquisire autonomia? Con quali modalità si intenderà verificare l’utilità degli interventi “aggiuntivi” programmati? Chi renderà conto dei risultati conseguiti? Un’ultima questione: dopo tanti incontri rifiutati nei mesi scorsi il Sindaco ha finalmente accettato di incontrarsi con le organizzazioni sindacali oltre che con le associazioni di categoria. Non ritiene utile un confronto anche con il terzo settore, con le associazioni di volontariato coinvolte in prima persona su questi problemi? Con chi lavora a fianco dei tanti poveri della città? Infine non ritiene possa essere utile un confronto continuo in Consiglio comunale sui percorsi avviati? Abbiamo chiesto un consiglio comunale monografico sul tema: non potrebbe diventare un momento fisso di confronto per il bene della città?





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2009 alle 13:16 sul giornale del 20 ottobre 2009 - 838 letture

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