Aset, autoincensamento spinto porta a porta

2' di lettura Fano 24/06/2009 - Mentre in questi giorni il presidente dell’Aset, Giovanni Mattioli, se la suona e se la canta divulgando i buoni risultati di un’indagine sulla percezione della soddisfazione dei servizi da parte dei cittadini (indagine già fallimentare in partenza, visto che su 2500 questionari distribuiti, ne sono tornati indietro compilati soltanto 400, segno incontrovertibile della disaffezione dei cittadini per i servizi Aset), occorre dire ai fanesi cosa non c’era scritto su quei questionari.

Prima di tutto: siamo una delle città nella regione con il più basso tasso di raccolta differenziata: in cinque anni siamo passati da circa il 19% al 23%, quando la legge prevede un tasso minimo nel 2010 del 50% e per il 2012 del 65%. E forse i cittadini non sanno che per questo ritardo nel raggiungimento degli standard richiesti, paghiamo nella nostra bolletta Aset, una ecotassa per la non avvenuta raccolta differenziata.


Secondo: sono mesi che denunciamo il livello di degrado della sponda del canale Albani all’altezza del ponte storto, zona frequentatissima a un passo dal centro, su via Roma. Fate un giro, vi accorgerete che c’è una discarica a cielo aperto, a due metri da un raccoglitore per i rifiuti (video su www.fano5stelle.it ). A questo punto, invitiamo l’Aset a vigilare sul territorio, magari installando una rete per evitare il lancio dei rifiuti sulle sponde. E questo è solo un piccolo esempio di tante altre situazioni pratiche alle quali non si da risposta (ci sono pervenute segnalazioni di cassonetti non lavati e portatori di possibili infezioni in zona Marotta, altre segnalazioni di distese di rifiuti ai bordi strada dopo la falciatura delle erbacce, che hanno lasciato alla vista tutto l’immondezzaio che era celato sotto).


Cosa proponiamo: due semplici cose:

1)Un’attenzione alle realtà territoriali che presentano concreti problemi di igiene e cura

2)Il potenziamento fino ai limiti di legge della raccolta differenziata, che deve essere fatta porta a porta. Non dimentichiamo che questo va di pari passo con il riciclo dei materiali raccolti. E’ questa la seconda parte della filiera che assicura un vantaggio economico alla raccolta differenziata. In provincia esistono già centri di riciclo che potrebbero coprire una raccolta differenziata fino al 40% (oggi a Fano siamo al 23%). Si può fare di più, esistono realtà anche private che basano la loro attività sui profitti provenienti dall’attività di riciclo (l’esempio di Vedelago in provincia di Treviso è illuminante). Cosa aspettiamo a voltare pagina?








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2009 alle 11:56 sul giornale del 24 giugno 2009 - 758 letture

In questo articolo si parla di politica, Lista Civica Fano a 5 stelle





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