Niente bevande alcoliche nelle aree pubbliche: \'Inutile e discriminante\'

Sandro Rinaldi 2' di lettura Fano 23/06/2009 - “Un provvedimento assurdo che, da una parte, non serve a contrastare l’abuso di alcol e, dall’altra, discrimina la categoria degli ambulanti, già messa a dura prova dalla crisi dei consumi”:

Sandro Rinaldi presidente provinciale Anva Confesercenti, commenta così il disegno di legge -già approvato dal Senato e ora in attesa di passare alla Camera- che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche -compresi vino e birra- anche attraverso distributori automatici, sulle aree pubbliche e per l’intera giornata, stabilendo per i trasgressori sanzioni fino a 30 mila euro. “La normativa –continua Rinaldi- porterà a una drastica riduzione delle vendite per gli ambulanti del settore alimentare e penalizzerà ingiustamente una categoria rispetto alle altre, senza produrre i risultati sperati. Che differenza c’è, infatti, in termini di sicurezza e di prevenzione, se a vendere l’alcolico è il barista piuttosto che l’operatore ambulante?”.


“La sicurezza sulle strade –aggiunge Rinaldi- non può essere garantita soltanto da un provvedimento restrittivo, soprattutto se imposto ad una sola categoria di commercianti, ma deve scaturire da azioni molteplici. In primo luogo, occorre partire dal promuovere nuovi modelli di comportamento: in questo senso, possono essere utili campagne di comunicazione e di educazione alla guida, iniziative di sensibilizzazione che coinvolgano giovani, scuole e famiglie ed azioni di prevenzione che si avvalgano anche della collaborazione dei gestori dei pubblici esercizi e dei locali di intrattenimento (pub, discoteche ecc.)”. Rinaldi assicura la disponibilità degli operatori: “Gli ambulanti –così come i baristi, i ristoratori e i commercianti in genere- sono sensibili al problema e pronti a collaborare per mettere in campo iniziative concrete dirette a diffondere tra i giovani il consumo responsabile delle bevande alcoliche”.


“Anva –conclude il presidente- si appella, quindi, ai parlamentari eletti in provincia perché intervengano a tutela degli operatori, impedendo che la proposta di legge venga approvata, e perché agiscano, al contempo, con iniziative di prevenzione e di contrasto all’abuso di alcol che si avvalgano della collaborazione di tutti i soggetti interessati”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-06-2009 alle 13:33 sul giornale del 23 giugno 2009 - 740 letture

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