Musica diffusa nei pubblici edercizi: SCF replica a Confesercenti

2' di lettura Fano 01/06/2009 - Con riferimento all’articolo “Fiepet Confesercenti: non pagate i diritti Scf”,  il Presidente di SCF, Gianluigi Chiodaroli, precisa quanto segue.

Così come avviene comunemente negli altri Paesi dell’Unione Europea, anche in Italia il pagamento dei diritti discografici è dovuto per legge da tutte le imprese e organizzazioni no profit che utilizzano in pubblico musica registrata. Le Direttive dell’Unione Europea e la legge italiana riconoscono e tutelano, infatti, sia i diritti degli autori e degli editori (gestiti da Siae), sia i diritti dei produttori e degli artisti che realizzano le registrazioni musicali. In Italia la gran parte delle case discografiche ha affidato la gestione di tali diritti a SCF, consorzio composto da oltre 280 imprese discografiche, che raccoglie i compensi relativi all’utilizzo in pubblico di musica registrata e successivamente provvede a distribuirli ad artisti e produttori.

Con riferimento ad attività commerciali quali hotel, pubblici esercizi, bar e ristoranti, SCF ha all’attivo da tempo accordi con primarie associazioni di categoria che ribadiscono gli obblighi già previsti dalla legge e fissano i criteri tariffari applicabili ai rispettivi comparti. Federalberghi, Aica, Confindustria Alberghi (per le strutture ricettive), Confcommercio, e la recente convenzione stipulata con FIPE, per i pubblici esercizi, sono solo alcuni esempi.

D’altra parte, il Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è pronunciato nel 2008, con specifico riguardo al caso dei pubblici esercizi, ed ha riconfermato la legittimità delle richieste di SCF ribadendo che le leggi in vigore in Italia sono di immediata applicazione, senza necessità di alcun ulteriore integrazione normativa.

Il ruolo istituzionale di SCF, quale ente preposto per la raccolta dei compensi per i diritti discografici, è stato infine ampiamente riconosciuto anche dalla giurisprudenza: la Corte di Cassazione, (sentenza n. 27074/2007) ha ribadito che i diritti spettanti a produttori ed artisti sono autonomi rispetto a quelli degli autori di composizioni musicali e la loro gestione non è attribuita per legge alla competenza esclusiva della SIAE, ma è lasciata ai produttori discografici piena libertà di scegliere se affidarne la gestione a SCF.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2009 alle 23:53 sul giornale del 01 giugno 2009 - 1386 letture

In questo articolo si parla di economia





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