Marotta: stupro dopo la discoteca, ai domiciali il secondo minore arrestato

3' di lettura Fano 18/05/2009 -

E\' uscito dalla comunità cui era stato affidato ed è ora agli arresti domiciliari il giovane di diciassette anni, accusato insieme ad un coetaneo, di aver violentato una ragazza minorenne nel parcheggio della discoteca Miu J\'Adore di Marotta.

 

 



Il minore è accusato di concorso in violenza sessuale di gruppo, atti osceni e lesioni. All\'udienza del Riesame il legale del ragazzo, l\'avvocato Roberto Paradisi, aveva chiesto un suo avvicinamento a Senigallia per permettergli di proseguire gli studi, così come era stato concesso al 16 enne di Senigallia, arrestato quindici giorni dopo l\'episodio e trasferito in una comunità per minori di Corinaldo, dopo aver passato una settimana nel carcere minorile de L\'Aquila.

\"Si è trattata di una scelta iniqua per il mio assistito - ha detto Paradisi - perché all\'udienza del Riesame avevamo chiesto un avvicinamento del ragazzo a Senigallia, per fargli proseguire gli studi nel suo istituto. Invece lo hanno trasferito a Tolentino, iscrivendolo ad una scuola di Corridonia\". La difesa nei giorni scorsi ha presentato un\'istanza di scarcerazione per convertire le misure cautelari in comunità negli arresti domiciliari permettendo così anche al 17 enne di proseguire gli studi nella sua scuola. Il giudice del Tribunale dei Minori ha adesso accettato la richiesta del legale. Il giovane è arrivato sabato mattina a casa e nei prossimi giorni tornerà in classe. La difesa ha anche presentato un allegato per cercare di ridimensionare il coinvolgimento del ragazzo nella vicenda. \"Nel capo d\'imputazione - prosegue Paradisi - vi è un addebito, che non si riscontra nelle nostre indagini difensive, che connotava in termini di coazione fisica il mio assistito. Ho smontato questo pezzo di impostazione, svolgendo delle accurate indagini: il mio assistito è estraneo a qualsiasi episodio di coazione fisica\".

Nel corso del Riesame è stato contestato al 17 enne un ulteriore fatto che secondo Paradisi non era presente nel capo d\'imputazione. \"Lo si accusava di aver fatto da schermo - racconta Paradisi - per nascondere la vittima agli altri ragazzi nei paraggi. Ho scoperto che questo episodio era riconducibile a un altro dei sei indagati che ha il nome di battesimo che corrisponde al diminutivo del mio assistito. Il ragazzo si è assunto la responsabilità delle sue azioni e si è detto dispiaciuto dell\'episodio, ma non lo si può accusare di aver fatto una virgola in più di ciò che ha ammesso davanti al giudice\". Nelle prossime settimane potrebbe scattare un terzo arresto all\'interno della cerchia degli altri quattro componenti del \"branco\" (tutti di Senigallia e uno di Osimo) ancora sotto indagine che, secondo gli inquirenti, avrebbero ricoperto un ruolo secondario, limitandosi a palpeggiare e trattenere la ragazzina. La polizia ha sequestrato nelle loro abitazioni spazzolini da denti e vestiti, oltre a cellulari e computer: si sospetta che gli abusi siano stati filmati.






Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2009 alle 17:35 sul giornale del 18 maggio 2009 - 1155 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, stupro





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