Obiezione di coscienza: non si può obbligare il medico ad agire contro coscienza

Norlevo, la pillola del giorno dopo 1' di lettura Fano 01/05/2009 - Il Centro Diocesano di Bioetica di Fano interviene sulla lettera dell’Asur Marche. In relazione agli ultimi eventi che vedono esercitare pressioni sui medici marchigiani obbligandoli alla prescrizione della pillola del giorno dopo il Centro diocesano di Bioetica di Fano, facendo proprie le affermazioni di Carlo Casini, ribadisce come l’obiezione di coscienza sia un diritto garantito dall’Art. 9 della L. 194/78, confermato dalla Corte Costituzionale.

La pillola del giorno dopo non costituisce, infatti, contraccezione ma rientra a pieno titolo nella fattispecie dell’aborto farmacologico come anche il Tar del Lazio, recentemente, ha fatto specificare sui foglietti illustrativi del farmaco.


Il Centro considera quest’atto come indebita pressione sui medici fatta dalla Direzione Regionale delle Marche; nessuno, infatti, può obbligare il medico ad agire contro coscienza e, questo, a maggior ragione quando è previsto dallo stesso ordinamento giuridico.


Non di secondaria importanza è il fatto che l’atto della prescrizione di un farmaco è la ‘risultante’ di un complesso processo valutativo di cui il medico è responsabile; la lettera direttiva condurrebbe a considerare i medici come meri esecutori privandoli, così, di aspetti essenziali della loro professione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-05-2009 alle 16:42 sul giornale del 02 maggio 2009 - 773 letture

In questo articolo si parla di chiesa, religione, attualità, Diocesi di Fano, pillola del giorno dopo, norlevo


gabriella pacini

E\' riconosciuta come farmaco di emergenza.Dunque siamo obbligati a trovare in tempi rapidi un collega che la prescriva e non possiamo semplicemente \"mandare la signora da un\'altra parte\". Come possiamo comportarci relativamente a quest\'aspetto?




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