Bene Comune: si al ripristino della ferrovia Fano-Urbino

3' di lettura Fano 26/01/2009 - Bene Comune è favorevole al ripristino della Ferrovia Fano-Urbino, senza se e senza ma. È stato sicuramente apprezzabile ed interessate il convegno che ha organizzato, su questo tema importante, Sinistra Unita di Fano insieme a numerosi movimenti ed associazioni, ma le conclusioni non sono state altrettanto chiare e convinte.

E’ palese che il ripristino di un’opera abbandonata ormai da circa vent’anni può apparire difficile, ma se la politica abbandonasse una visione limitata al periodo che intercorre tra una elezione e l’altra, per guardare al medio e lungo periodo, tutto può essere possibile. In un’epoca in cui si comincia finalmente a discutere sulla scarsità della risorsa petrolio, e quindi della necessità di trovare modalità alternative di trasporto, tornare ad investire sul sistema ferroviario è il modo più concreto. Proprio oggi i giornali evidenziano un rapporto di Legambiente sugli scarsi investimenti della nostra Regione per le ferrovie: 63 milioni di euro per le strade e 3 milioni di euro per le ferrovie negli ultimi tre anni. Quando si capirà che occorre invertire la tendenza? Abbiamo un sistema ferroviario non certamente all’altezza di uno dei Paesi del G8, come ci vantiamo di essere, eppure i nostri politici continuano a parlare solo di strade. In questo senso il ripristino della ferrovia Fano-Urbino può rappresentare il simbolo della svolta.

Una svolta che sarà possibile solo con il concorso di tutte le Istituzioni, e con la creazione di una apposta società regionale che chieda alle Ferrovie Italiane la concessione dei tratti regionali per gestirli autonomamente. Ma, al convegno citato, gli interventi dell’assessore provinciale Lucarini e del consigliere provinciale Federico Valentini sono sembrati di tutt’altro segno. Solo Michele Altomeni e il Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Bucciarelli (con un passato da ferroviere) sono sembrati favorevoli all’idea del ripristino della Fano-Urbino, portata avanti con encomiabile perseveranza dall’Associazione Ferrovia Val Metauro, che ha fornito ai presenti dati precisi sui costi e sulla fattibilità del progetto. Fuori luogo, invece ci sono sembrate le proposte di Enrico Tosi di utilizzare l’attuale sedime della ferrovia per realizzarci una pista ciclabile: se si voleva dimostrare la conciliabilità dell’utilizzo del treno e della bici, quello non è certo il modo migliore. C’è bisogno, infatti, assolutamente sia di nuove piste ciclabili che di ferrovie, ma le due proposte possono coesistere perché possono essere realizzate su tracciati diversi, seppure con diversi punti in comune, anziché essere messe in contrapposizione.

Se si vuol fare un concreto passo in avanti, occorre ora che Provincia e Regione manifestino apertamente la loro volontà in tal senso. Tenendo conto che Sinistra Unita fa parte della squadra di governo in entrambe le Istituzioni, non dovrebbe avere difficoltà ad ottenere tale pronunciamento. Per noi di Bene Comune non ci sono dubbi: il ripristino della ferrovia Fano-Urbino rappresenta l’unico modo eco-sostenibile per valorizzare, anche turisticamente, un territorio bello ed ancora sufficientemente integro, senza “violentarlo” ulteriormente con nuove strade.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 26 gennaio 2009 - 797 letture

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