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Delitto di Rosciano: il presunto assassino continua a non ricordare

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Continua a sostenere di non ricordare nulla di quella tragica notte in cui, mentre la compagna giaceva morta in casa sua, lui tentava il suicidio lanciandosi a bordo di una Mercedes contro un tir in A14. 

Resta quindi in carcere Raffaele Caposiena, il dentista di 42 anni, accusato del delitto di Sofia Margarita Varela Freire, ecuadoriana di 22 anni, che viveva insieme al medico nella sua abitazione a Rosciano, trovata morta nella notte tra il 29 e il 29 agosto. Caposiena è accusato di omicidio volontario premeditato per aver ucciso la giovane con venti martellate alla testa.


Caposiena continua a ribadire di non ricordare nulla di quella notte, nè dell\'omicidio nè di aver tentato il suicidio ma solo di aver litigato con la compagna. Pare infatti che il dentista non sopportasse il fatto che la giovane, badante di giorno, di notte lavorasse come ballerina in un night club del posto.

E\' possibile anche che l\'uomo abbia agito sotto l\'effetto di sostanze stupefacenti dal momento che nel suo appartamento sono state rinvenute marijuana e alcune pasticche di cui l\'esame tossicologico dovrà svelare la natura.



Questo è un articolo pubblicato il 25-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 settembre 2008 - 1073 letture