Montefabbri: bagno di folla per la Porta ritrovata

montefabbri2 2' di lettura Fano 10/06/2008 - È stato come riabbracciare un vecchio amico, un amico ritrovato dopo decenni. E all’apertura della Porta restaurata di Montefabbri, sabato pomeriggio, l’abbraccio è stato quello delle grandi occasioni. 

Bagno di folla, autorità, sindaci, amministratori, studiosi di antiche memorie, tanti cittadini. Dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, commosso per il profondo legame con la sua terra natia, all’assessore ai beni storici, artistici e architettonici Paolo Sorcinelli, ideatore del progetto “Centoborghi” per la valorizzazioni dei tesori del territorio, dal sindaco Flavio Fabi insieme ad altri primi cittadini della provincia, agli assessori di Colbordolo Sandro Tontardini e Giovanni Berti, appassionati “controllori” dell’andamento dei lavori. C’è scappata dunque anche qualche lacrima, perché rivedere l’ingresso monumentale del castello senza più i segni del tempo, inesorabile, è stato emozionante sia per chi vive o ha vissuto nel comune sia per chi al recupero ha lavorato con impegno e tenacia. La cerimonia ha suggellato il risanamento conservativo e il ripristino degli elementi originari che hanno restituito al manufatto, con fedeltà e rigore filologico, l’antico volto medievale.



Una operazione, costata 200.000 euro, realizzata dalla Provincia attraverso il progetto “Centoborghi” e dal Comune di Colbordolo. Metà a metà. Un ritorno all’antico, però, con una destinazione moderna: \"I locali che sovrastano la Porta sono ora a disposizione dei cittadini per incontri e iniziative - ha spiegato il sindaco Flavio Fabi -. E questo intervento di recupero servirà anche come base di partenza per avviare nuove attività artigianali, ricettive e di ristorazione, iniziative spontanee che gli abitanti potranno realizzare grazie al Piano particolareggiato che l’Amministrazione comunale sta elaborando e varerà antro l’anno\". Per il momento la Porta ritrovata è l’elegante contenitore della mostra fotografica di Solidea Vitali Rosati. Una rassegna dedicata ai mulini un tempo attivi nella provincia che, in questo caso, presta particolare attenzione alla riscoperta di personaggi e luoghi del lavoro del comune. I documenti raccontano che il Conte Guidobaldo Paciotti di Montefabbri acquistò nel 1647 il Mulino di Pontevecchio, altro bene storico e architettonico che l’operazione “Centoborghi” conta di sfornare come nuovo entro settembre.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 10 giugno 2008 - 973 letture

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