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Respiro e fuoco. Il primo l’hanno tolto a un uomo afroamericano – uccidendolo -, il secondo è quello delle proteste che da un paio di settimane sta ‘incendiando’ l’America. Quell’uomo si chiamava George Floyd, morto soffocato perché Derek Chauvin – nientemeno che un agente di polizia, ormai ex – lo scorso25 maggio, a Minneapolis, gli ha premuto il ginocchio sul collo per circa nove minuti. Da qui la protesta in tutta America contro l’atavica piaga del razzismo. E anche Fano – in un certo senso – ha voluto fare la sua parte. Puntando proprio su quelle due parole. Respiro e fuoco, ‘breath and fire’.