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Convocato dal presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini, si è svolto un incontro in videoconferenza con i dirigenti scolastici degli istituti superiori del territorio provinciale per esaminare le problematiche legate all’emergenza Covid 19, in particolare relative agli spazi, in previsione dell’avvio dell’anno scolastico 2020-2021.




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Prima la dichiarazione di inagibilità, poi la ‘diaspora’ degli studenti tra i banchi vuoti di altri istituti della città. Infine, il Covid. Per l’ex Carducci di Fano è stato davvero un ‘annus horribilis’. E – a nove mesi di distanza – i genitori alzano la voce per chiedere cosa ne sarà dei loro figli. E della loro istruzione. Perché se le conseguenze del virus non sono facilmente imputabili a scelte umane e politiche, a detta del comitato – costituitosi già dallo scorso novembre -, lo stesso non si può dire per il lassismo che le istituzioni avrebbero dimostrato durante l’anno scolastico appena concluso, lasciando ombre pesanti sul possibile ritorno in aula. Un problema reso ancora più grave del ‘boom’ di iscrizioni che continua a far aumentare gli iscritti di anno in anno. Un numero che già oggi sfiora i 1.300.


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Forze dell’ordine appostate nei luoghi clou della movida. Sono state riconfermate le misure già adottate lo scorso weekend che prevedevano la presenza di presidi fissi nelle zone più a rischio assembramento dei comuni costieri. Per Fano significa che verranno ancora una volta attentamente monitorate le persone che si troveranno nel weekend in Piazza XX Settembre e nella zona del Lido.


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È positivo il bilancio del lungo weekend del 2 giugno, durante il quale – nella provincia di Pesaro e Urbino – le violazioni riscontrate dalle forze dell’ordine sono state appena 41 a fronte delle 2.239 persone controllate. Davvero poche, dunque, le sanzioni a carico dei cittadini. Per il prefetto è tutto merito del senso di responsabilità dei singoli, in primis degli esercenti. Ma anche le ordinanze comunali che hanno stabilito l’uso della mascherina hanno fatto la loro parte.



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Con l’ultimo decreto governativo le restrizioni sugli spostamenti dovute al coronavirus sono praticamente scomparse. Resta però l’impossibilità di varcare i confini regionali senza una comprovata ragione. E – ovviamente – rimangono in vigore l’obbligo del distanziamento sociale e il divieto di creare assembramenti. È anche per questo che i controlli non si sono fermati neppure in questa terza settimana di ‘Fase 2’. Anche se il numero di violazioni registrate è ormai ridotto al minimo.


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Con l’ammorbidirsi delle restrizioni anti-Covid, il numero di violazioni nella provincia di Pesaro e Urbino è nettamente diminuito. Tra lunedì 11 e giovedì 14 maggio, le forze dell’ordine hanno infatti controllato 3.789 persone, più o meno in linea con l’intensità delle verifiche eseguite da inizio lockdown. Ma le multe sono state soltanto 25.


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L’avvertimento era arrivato forte e chiaro: dopo un esordio di Fase 2 piuttosto rivedibile dal punto di vista degli assembramenti, si era già detto che nel weekend i controlli si sarebbero fatti ancora più serrati. Eppure, tra sabato e domenica, non sono state poche le sanzioni per l’inosservanza delle restrizioni – per di più alleggerite – contro il coronavirus.



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Non si arrestano le verifiche da parte delle forze dell’ordine sulle persone fuori casa. Come ampiamente preannunciato, la cosiddetta Fase 2 non corrisponde a un ‘liberi tutti’. Tuttavia, sono tanti gli assembramenti finora denunciati dalle amministrazioni di Fano e Pesaro, così come dagli stessi cittadini. Nonostante questo, l’alleggerimento delle restrizioni anti-Covid ha portato a un calo fisiologico delle sanzioni. Sono state, infatti, ‘appena’ 18 in due giorni. Ma qualcosa potrebbe presto cambiare.




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Proseguono senza sosta i controlli da parte delle forze dell’ordine lungo il territorio provinciale. L’obiettivo è sempre lo stesso: vigilare su chi si allontana da casa senza una valida ragione in questo periodo di restrizioni dovute al coronavirus. La guardia resta alta: basti pensare che lunedì sono state elevate altre 21 multe.


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Cifra tonda per le sanzioni elevate durante l’ultimo weekend. Nonostante l’avviso da parte della prefettura di Pesaro e Urbino in merito all’intensificazione dei controlli tra il 25 e il 26 aprile, ben cento persone hanno finito per essere multate in provincia per essersi allontanate da casa senza motivo, in barba alle restrizioni contro il coronavirus, su un totale di 2.182 controlli. Sanzionata anche un’attività commerciale.






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Sono stati 1.513 i controlli effettuati nella giornata di venerdì 17 aprile, per la verifica sull’osservanza del divieto di spostamento previsto dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Contestate 37 violazioni con una persona denunciata per falsa dichiarazione o attestazione.


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Oltre 3.200 persone controllate e ‘soltanto’ 78 multe. È il dato registrato durante le ultime due giornate di verifiche sul territorio della provincia di Pesaro e Urbino, in funzione dell’osservanza delle restrizioni per il coronavirus. Un numero a suo modo confortante, soprattutto se confrontato con quello del weekend di Pasqua (qui tutti i dati). Ma anche perché il numero di controlli è stato decisamente alto. In altre parole: un eventuale numero maggiore di sanzioni non sarebbe stato poi una sorpresa.



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Quadruplicati i controlli, e lo stesso vale per le sanzioni emesse. C’è della coerenza tra i ‘passeggiatori’ della provincia di Pesaro: in proporzione al numero delle verifiche eseguite, tanti erano prima del weekend di Pasqua e tanti sono stati quelli pizzicati da forze dell’ordine e militari tra sabato, domenica e il lunedì di Pasquetta. Lo dicono i numeri della prefettura, cifre che sono anche conseguenza di un controllo più capillare – e ampiamente annunciato - del territorio durante un fine settimana considerato critico per via delle festività e della crescente voglia di farsi una gita fuori porta in barba alle restrizioni per il coronavirus.


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Sono state 51 le persone multate nella sola giornata di venerdì 10 aprile su tutto il territorio provinciale. Ma la vera notizia è probabilmente l’elevato numero di controlli eseguiti: 1.886 contro i 1.425 di giovedì (cifra già considerevole rispetto ai giorni precedenti, come dimostrano questi dati). Sempre venerdì sono stati controllati 369 esercizi commerciali, ma senza rilevare illeciti.


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Sono stati 1.239 i controlli effettuati nella giornata di ieri, 6 aprile, per la verifica sull’osservanza del divieto di spostamento previsto dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che hanno portato alla contestazione di 58 violazioni. Sempre nella giornata di ieri sono stati effettuati 408 controlli alle attività commerciali senza alcuna contestazione di illeciti.



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Nella provincia di Pesaro e Urbino si continua ad andare a spasso, e a prendere l’auto per ragioni non essenziali. A dirlo sono i dati della prefettura, secondo cui – nella sola giornata di giovedì – sono state 46 le violazioni riscontrate, nonostante le stringenti restrizioni per il contenimento del coronavirus.


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Sono stati 1.201 i controlli effettuati mercoledì tra le persone a spasso nella provincia di Pesaro e Urbino. Un numero consistente, soprattutto se si considera il calo delle verifiche eseguite di appena qualche giorno fa. E a tanti controlli da parte di forze dell’ordine e militari corrispondono anche tante multe: ben 30 in una sola giornata.




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Sembrano lontani anni luce i numeri confortanti di appena alcuni giorni fa. Cifre che lasciavano trapelare che i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino avessero compreso la stringente esigenza di rispettare le restrizioni vigenti in merito all’allontanamento da casa, misure cardine nella lotta al coronavirus. Invece no.


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Anche il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini raccoglie l’invito del presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforeli, fatto proprio dai presidenti nazionali Upi Michele de Pascale e Anci Antonio Decaro, di esporre il 31 marzo le bandiere della Provincia a mezz’asta in segno di lutto per i tanti morti nell’emergenza Coronavirus.


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Non stavano rispettando le prescrizioni del governo dovute all’emergenza coronavirus, così sono stati temporaneamente chiusi. Sono due esercizi commerciali della provincia di Pesaro e Urbino, scoperti nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine a non osservare le restrizioni vigenti. Intanto prosegue imperterrita la caccia ai passeggiatori: soltanto lunedì ne sono stati denunciati altri 35 in tutto il territorio provinciale.


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Le foto di Fano pubblicate sulla pagina Facebook del sindaco Massimo Seri mostrano una città deserta. Sono la prova di una domenica in cui, verosimilmente, i cittadini sembrano aver rispettato le restrizioni vigenti in merito agli spostamenti imposte a causa della proliferazione del coronavirus (qui gli ultimi numeri sul contagio). Eppure i dati provinciali parlano di tutt’altro scenario.