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Se c'è bisogno di chiedere "aiuto ai primari" per difendere la Sanità fanese vuol dire che ci si è resi conto che le cose a Fano non funzionano. Se da una parte esistono circolari che vietano ai dipendenti ospedalieri di esprimersi sulle scelte dell'Azienda Ospedaliera, dall'altra c'è chi partecipa attivamente alla campagna elettorale del sindaco uscente avvalorando le sue tesi.


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L’hanno accusato di aver chiuso il Santa Croce. E ora – a pochi giorni dalle urne – il sindaco di Fano Massimo Seri si difende dall’”accerchiamento” subito da tutte le opposizioni sul tema della sanità. Anzi, più che una difesa è un contrattacco. A far fronte comune con lui nientemeno che i primari, i medici e gli infermieri dell’ospedale fanese. E il loro coro è unanime: il Santa Croce resterà un presidio strategico, e a penalizzarlo è soltanto l’allarmismo che gli si è creato attorno.


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Tema centrale di questa campagna elettorale è sicuramente la Sanità. La scelta scellerata del PD regionale e provinciale di esprimere un modello di sanità che va incontro alle privatizzazioni, che non si interessa dell'entroterra che non guarda al territorio nella sua complessità conferma la visione neoliberista della sua politica in piena continuità con le politiche portate avanti in questi anni anche di governo nazionale sul lavoro (job act), scuola (buona scuola) e pensioni (legge Fornero) che sancisconto definitivamente il distacco da una visione socialista e di sinistra di questo partito e dei suoi alleati.


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Ancora oggi si parla del rischio chiusura della medicina di urgenza dell’Ospedale Santa Croce. Ancora oggi ci scontriamo con la solita politica , del dire e non dire, a cui ormai siamo stati abituati dal Presidente della Regione e dei suoi compagni di partito del PD che vogliono, con la partecipazione del Sindaco di Fano, smantellare sempre più il Santa Croce per favorire la sanità pesarese e quella privata.