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Un’ora dopo la mezzanotte, tra lunedì e martedì. Il copione è lo stesso: ignoti danno fuoco a un cassonetto lungo la strada. Della plastica, in questo caso. Viavai di sirene. Sul posto pompieri, polizia locale e carabinieri. Un quarto d’ora e il rogo è già spento. Ma resta il grande interrogativo: chi – da oltre un anno – sta continuando a incendiare i nostri cassonetti?




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Due boati, poi le fiamme. Sabato mattina, poco prima delle 5, un’auto è andata completamente a fuoco. La vettura – un’Audi Q5 – apparteneva a un noto medico ed ecografo di Fano: Carlo Amodio. Momenti di sgomento, dunque, nella prima mattinata in zona Flaminio. L’auto si trovava sotto il porticato della casa di Amodio, proprio nel residence Flaminio, nei pressi di via Gozzi. Dopo i due boati, l’auto è stata completamente avvolta dalle fiamme.



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Non sarà di certo la calura estiva a fermare il piromane che da oltre un anno ha preso di mura i cassonetti della differenziata. Anzi, con il fresco della notte si muove per la città e appicca il fuoco dentro i grandi contenitori colorati. Tra lunedì e martedì, quaranta minuti dopo la mezzanotte, ha di nuovo incendiato il cassonetto della plastica adiacente all’Istituto Battisti.







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Si è svolto nel pomeriggio, un incontro tra l’Amministrazione del Comune di Cartoceto, quella di Colli al Metauro e la ditta che svolge il servizio di trasporto scolastico, per approfondire e cercare di dipanare la questione relativa all’incendio divampato durante la scorsa notte presso il deposito degli scuolabus, che ha reso quest’ultimi totalmente inutilizzabili ai fini dello svolgimento del servizio.


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Come noto, l'incendio doloso è uno dei c.d. "reati spia" di presenze mafiose sul territorio. Non sempre, come ovvio. Ma spesso si. Chi incendia lo può fare per estorcere denaro, per "vendicare" una pretesa non soddisfatta, oppure come segnale diretto a tutti gli altri per comunicare la propria "presenza" e il proprio "peso" criminale. Allarmismo? No. Una delle varie ipotesi concrete che un episodio del genere può sottendere.




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Sembra una delle tante drammatiche storie di cronaca che si leggono negli ultimi anni. Quelle in cui lui è incapace di accettare la fine di una relazione, fino a compiere un gesto folle. Criminale. La scorsa notte è accaduto qualcosa del genere, ma a ruoli invertiti. Dopo che lui – un 40enne di Fano – ha deciso di chiudere definitivamente la sua storia d’amore con una 30enne, lei ha ben pensato di entrare nella casa del suo ormai ex e di appiccare tanti piccoli incendi. Mettendo a rischio la sua stessa vita e quella degli altri condomini.


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I piromani della mezzanotte hanno colpito ancora. Hanno di nuovo dato alle fiamme un cassonetto della differenziata, distruggendolo completamente. Ma c’è una novità: questa volta non si è trattato di un contenitore destinato alla raccolta della carta, bensì della plastica, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista ambientale. Per non parlare dell’odore.



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Un'auto in fiamme, i pompieri in azione, e la grande domanda di fondo: chi le ha dato fuoco? Sono scene atipiche quelle a cui hanno assistito la sera scorsa i residenti di Caminate. Ignoti hanno incendiato una vettura poco prima delle 20 30, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco.



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Un mezzo pesante completamente distrutto dal fuoco. Due esplosioni che hanno spaventato i tanti automobilisti in transito in quella zona. Poi lei, la colonna di fumo nero, nerissimo. Alta, con odori fastidiosi che arrivati anche in quartieri lontani a causa del vento. È lo scenario che ha caratterizzato la giornata di lunedì, dopo che in via Campanella – nei pressi del Codma – ha preso fuoco un tir tedesco. Lunghissime le operazioni di spegnimento. La bonifica, invece, si è protratta ancora più a lungo.



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“Come mai tutto questo traffico, stamattina?”. È la domanda che si sono posti alcuni automobilisti che poco fa stavano transitando dalle parti del Codma di Rosciano, sorpresi anche per la presenza di un'alta colonna di fumo nero. La causa di tutto? Un tir – appartenente a una ditta tedesca - che ha preso fuoco poco prima delle 11. Il mezzo è andato completamente distrutto.



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“C'è stato un momento in cui le fiamme avevano preso talmente vigore che sembrava di essere all'inferno”. Sono le parole di chi ha assistito al rogo di persona, quello scoppiato nel primo pomeriggio di domenica. Un incendio che ha preoccupato più di qualcuno, in particolare chi abita vicino alle sterpaglie. Quelle che hanno preso fuoco, forse, perché non piove ormai da un po'.