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“Non ho mai indicato Canavaccio come sede del biodigestore, ho solo riferito che nell’incontro da me convocato con i sindaci del territorio provinciale, quella localizzazione era emersa come la preferita per viabilità e vicinanza alle reti del metano. Questo non preclude Fano, ma in attesa di avere una risposta dagli studi di fattibilità, Canavaccio era stata indicata come alternativa”.


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“No al progetto di fusione tra Aset e MM, che non nasce per migliorare i servizi ai cittadini, ma solo per avvallare il progetto voluto dal PD pesarese di costruire un'unica azienda provinciale di servizi. Si discuta in modo trasparente sul progetto del digestore e non lo si utilizzi per portare a termine un progetto non condiviso che rischia solamente di essere un regalo al socio privato emiliano Hera”. La segreteria provinciale della Lega prende una posizione chiara sulla possibile fusione tra Marche Multiservizi ed Aset emersa dopo l'assemblea dei sindaci voluta dal Presidente Paolini.



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Il Partito Democratico di Fano conferma la strategicità e l'importanza degli accordi sottoscritti nel 2014 tra ASET S.p.A. e Marche Multiservizi per la compartecipazione delle due società alla realizzazione degli impianti per il trattamento dei rifiuti nella provincia di Pesaro ed Urbino.


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Come già anticipato dal Sindaco, l’Amministrazione Comunale di Terre Roveresche rende noto che il prossimo giovedì 27 febbraio 2020, alle ore 20.45 presso la Sala Consiliare nel Municipio di Orciano di Pesaro, si terrà un’assemblea pubblica per illustrare ed approfondire il progetto di iniziativa privata dell’azienda FERONIA Srl, progetto che prevede la realizzazione di un impianto di trattamento integrato anaerobico-aerobico in un’area adiacente la ex discarica “Cà Rafaneto”.


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Grazie all’approvazione - in occasione del Consiglio comunale del 13 febbraio 2020 - della mozione presentata dal centrosinistra e fortemente voluta da “In Comune”, finalmente è iniziata una nuova fase: ASET è incaricata di realizzare gli studi di fattibilità sui siti di Bellocchi, Falcineto e Monteschiantello per verificare la migliore soluzione per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica.



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Fulmineo botta e risposta tra maggioranza e opposizione alla vigilia di un consiglio comunale che si preannuncia infuocato. Al centro dello scontro la mozione urgente sul digestore a firma Carla Luzi (In Comune), già approvata con il benestare della presidente del consiglio Carla Cecchetelli, ora definitivamente nel mirino della minoranza dopo la presunta assemblea irregolare dello scorso dicembre.


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Il Comitato referendario è in trepida attesa di conoscere l’esito sulla convocazione del Referendum Consultivo sul digestore anaerobico. Gli esperti nominati che stanno giustamente valutando tutti gli elementi per decidere sulla convocazione del Referendum Consultivo, oggi 12/02/2020 si vedono arrivare una Mozione d’Urgenza che decide senza ascoltare nessuno che si farà il digestore anaerobico a Bellocchi o Falcineto.


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Una volta, per dei toni così accesi, si sarebbe dovuto aspettare il consiglio comunale. Oggi, invece, il fuoco incrociato comincia già alla vigilia dell’assemblea. A circa ventiquattr’ore dalla prossima seduta, infatti, le opposizioni hanno fatto fronte comune contro la decisione della maggioranza di presentare una mozione urgente per assicurarsi che giovedì, tutti insieme, si parli di digestore. Una mossa fatta per accelerare i tempi, ma che Lega, M5S e Fano Città Ideale - sulla scia anche dell'ex consigliere Davide Delvecchio - non hanno affatto gradito. Al punto da voler avviare l’iter per far ‘cadere’ la presidente del consiglio comunale Carla Cecchetelli.


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Mentre Massimo Seri non ha ancora trovato il modo per confessare alla città che Bellocchi fosse dal principio il sito indicato per il digestore, un’azienda privata protocolla una richiesta in provincia per la realizzazione di un impianto che porrebbe fine ai problemi sulla gestione dell’organico di Fano.


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Durante l’incontro organizzato da Legambiente Fano venerdì 24 Gennaio sul tema del Digestore anaerobico, si è parlato con vigore di cultura scientifica, di “inno della complessità” e della necessità di soluzioni politiche. Temi complessi, come la gestione dei rifiuti a livello provinciale, si è detto, non vanno affrontati in modo semplicistico e a prescindere da analisi e dati scientifici.